Ancora sciopero tir in Sicilia, auto ferme



Situazione estremamente complicata in Sicilia, dove siamo giunti al quinto giorno di sciopero indetto dal movimento denominato “Forza d’urto”, composto da autotrasportatori, agricoltori, pescatori, che con presidi in punti nevralgici  blocca il passaggio di tir e camion, protestando contro l’eccessivo rincaro del prezzo del carburante che grava moltissimo sul loro lavoro.

In tutte le grandi città dell’isola come Palermo  Catania, Agrigento e Messina benzinai chiusi perché non riforniti, poche auto in circolazione sulle strade e ora anche supermercati con sempre meno derrate alimentari.

L’AIAS (Associazione Imprese Autotrasportatori Siciliani) ha comunicato ufficialmente che alla mezzanotte di oggi terminerà per i suoi affiliati la protesta partita domenica scorsa, ma quella degli indipendenti appartenenti a Forza d’urto e  al cosiddetto movimento“ dei forconi” non cesserà e continuerà ad oltranza, puntando ad ottenere un alleggerimento delle accise.

Si temono pertanto disagi ancora maggiori nelle prossime ore, mentre l’autorità di garanzia sugli scioperi ha detto che i blocchi in Sicilia sono vietati dal codice e che si stanno valutando opportune sanzioni.

Intanto oggi da registrare anche la chiusura del porto di Palermo per il passaggio di un corteo di studenti che hanno solidarizzato con la protesta e ancora blocchi stradali sulla provinciale Enna –Caltanissetta e  sulla A/19 Palermo-Catania, agli svincoli di Motta Sant’Anastasia e Catenanuova, dove colonne di tir creano disagi alla circolazione delle auto e impediscono il transito dei mezzi pesanti. Infine sarebbero ormai più di 150 i camion fermi agli imbarcaderi di Villa San Giovanni e impossibilitati a traghettare per lo sciopero in atto nell’isola.