Auto elettriche, ai cinesi non piacciono





La Cina è sempre stato un mondo un po’ particolare sotto diversi aspetti e ideologie e a quanto pare questa cosa si riflette anche sulle auto elettriche che sembrano non essere tanto apprezzate dal popolo cinese, tanto che non scelgono neanche i taxi elettrici nonostante vi sia stata una importante spinta ecologica che però non è servita a nulla.

Il governo cinese per ovviare e rimediare a questa situazione imbarazzante anche a livello internazionale ha deciso di varare degli incentivi imponenti. Stiamo parlando dell’equivalente di 1,5 miliardi di dollari all’anno, uno sforzo enorme perché l’obiettivo è di grandi dimensioni, cioè arrivare entro il 2020 ad avere il 50% del circolante elettrico. Nonostante ciò pare che questa manovra non basti a cambiare le idee dei restii cinesi.

Addirittura a Shenzhen, città della provincia meridionale di Guangdong, si è scatenata una rivolta dei tassisti che preferiscono le loro attuali Volkswagen Santana a benzina rispetto alle elettriche Byd E6. Il malcontento nasce dal fatto che avere un’auto elettrica significa avere a che fare con una scarsa rete di ricarica e quindi perdite di tempo, inoltre il prezzo di queste vetture è davvero alto, infatti nonostante il maxi sconto di quasi 14 mila euro, una Byd elettrica costa l’equivalente di 20 mila euro, contro gli 11 mila di una Santana a benzina.

I clienti non comprano le auto elettriche adducendo gli stessi motivi dei tassisti, ma la scelta dei tassisti sta avendo un impatto devastante per l’immagine dell’elettrico. In Cina, più che in Europa, i prodotti scelti da chi guida mezzi pubblici sono una garanzia di qualità e quindi non scegliendole i tassisti diventa un cane che si morde la coda.