Carburanti, le conseguenze dell’aumento dell’Iva sui prezzi

prezzi_benzina_iva_al_22_per_cento_vale_41_euro_allanno_in_piu_21441

Dobbiamo purtroppo segnalare le conseguenze dell’aumento sull’Iva sui prezzi dei carburanti, infatti l’IVA portata al 22% dalla legge di Stabilità del governo Monti vale come 41 euro all’anno in più.

Questa è di fatto la stima effettuata da Federconsumatori che prevede, tra l’altro, una contrazione dei consumi per le famiglie pari a circa 1.480 euro all’anno, cioè tre mesi di rinuncia alla spesa.

Come molti dei nostri lettori già sapranno, ne abbiamo parlato anche su finanziamentiprestiti.net, magazine dedicata all’economia e alla finanza del nostro network, la succitata  legge di stabilità,  tra i  suoi vari provvedimenti contiene l’aumento dell’IVA al 22% (e quella dell’aliquota agevolata dal 10 all’11%), soluzione destinata a  provocare l’ennesimo aumento del prezzo dei carburanti.

Come già accennato prima la Federconsumatori  ha calcolato un aumento di 24 euro all’anno sui costi diretti e di 17 euro annui per costi indiretti, cioè per le ricadute su prezzi e tariffe di beni e servizi che implicano un trasporto o l’uso di mezzi di trasporto. Per evitare gravi conseguenze economica, sempre la Federconsumatori, propone di  ridurre le accise sul carburante di sei centesimi, mettendo immediatamente in atto il meccanismo dell’accisa mobile ed avviando una seria riorganizzazione e modernizzazione dell’intera filiera.

Stando a quanto riportato dall’Osservatorio Nazionale Federconsumatori,  il recente aumento programmato dell’Iva si può tradurre con una minore spesa per i consumi equivalente  1.480 euro per il 2012, pari complessivamente ad una contrazione del mercato di 35,5 miliardi di euro.

Comparando tutto a giorni di spesa alimentare di una famiglia media, sempre dal rapporto di Federconsumatori, si ha una  rinuncia ai consumi di ben 114 giorni, cioè oltre 3 mesi.