Fiat 500 nasceva da un’idea di Mussolini

Era il 1930 quando Benito Mussolini convocò il senatore d’Italia Giovanni Agnelli per comunicargli che gli italiani avevano bisogno di essere motorizzati con una vettura che non doveva superare le 5mila lire di costo totale.
L’anno dopo Fiat costruì il prototipo della 500 che fu testato personalmente dal senatore Agnelli, ma qualcosa andò storto e dopo pochi chilometri la 500 prese fuoco a causa probabilmente di un’uscita di carburante. Gli sforzi di Fiat continuarono fino all’ottobre 1932 quando Mussolini andò in visita allo stabilimento Fiat e ricordò ad Agnelli l’impegno preso.

Il 15 giugno 1936 viene messa in commercio la Fiat 500 A, vettura che passò alla storia come Topolino, che aveva un prezzo di listino di 8.900 lire, ovvero venti volte lo stipendio di un operaio e quasi il doppio delle 5mila lire suggerite da Mussolini.
Ad ogni modo gli italiani apprezzarono molto la Topolino, anche in virtù della novità lanciata da Fiat. Nel 1936 erano 222mila le autovetture che circolavano per il nostro paese (e la stima comprende anche i veicoli militari e pubblici) e con il lancio della Fiat 500 Topolino i nostri connazionali furono colpiti da una improvvisa necessità di automobile.
Fiat continuò a produrre la 500 Topolino fino al dopoguerra ed arrivò alla cifra di 519.847 unità, a cui possiamo aggiungere di diritto i modelli della Simca, per un totale di 572.354 esemplari.
Fiat 500 nasceva da un’idea di Mussolini


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