Fiat, Pomigliano chiude i battenti dal 20 al 31 agosto a causa della crisi



La crisi del mercato italiano, ed europeo, sta arrecando notevoli danni alla situazione finanziaria del gruppo Fiat nel vecchio continente. Se oltreoceano per l’azienda le cose vanno più che bene, con numeri estremamente positivi messi insieme sia in Nord America che in Sud America ad esempio, lo stesso non si può dire qui da noi dove la crisi sta affossando le vendite del gruppo.

E’ così che Fiat cerca di correre ai ripari con una mossa che, possiamo star certi, creerà non pochi strascichi. A partire dal 20 agosto e sino al 31 dello stesso mese, infatti, lo stabilimento produttivo di Pomigliano chiuderà i battenti e, come conseguenza, i 2.150 lavoratori dell’impianto verranno messi in cassa integrazione.

In una nota rilasciata agli organi di stampa Fiat spiega i motivi che hanno spinto ad operare questa scelta.

“Per lo stabilimento di Pomigliano in salita produttiva dall’inizio dell’anno, non era stato fino ad oggi necessario alcun intervento. Oggi, pero’, la situazione impone di ridurre la produzione per evitare inutili e costosi accumuli di vetture. Dopo la chiusura estiva la fabbrica si fermera’ per due settimane, dal 20 al 31 agosto”

In Italia, dove il mercato perde, nel primo semestre, il 19.7%, Fiat sta sentendo in maniera ancora più forte la crisi che fa a colpire particolarmente il settore delle city car in cui solo con Panda e 500 la casa torinese occupa il 60% di quota di mercato. Staremo a vedere, nel corso delle prossime settimane, in che modo si svilupperà la situazione che, al momento attuale, appare quanto mai caotica.