Fiat si riprende, a Pomigliano è questione di diritti





La situazione do stallo tra Fiat e Fiom continua dopo giorni di trattative. Sembra infatti che la Fiom non abbia intenzione di firmare la proposta fatta da Fiat rispetto al potenziale accordo sullo stabilimento di Pomigliano d’Arco.
La Fiom ha anzi definito un “diktat” il testo presentato da Fiat martedì scorso e sul quale sono ancora in corso le trattative. La Federazione Impiegati Operai Metallurgici ha inoltre lanciato un allarme per la precaria situazione degli operai dello stabilimento di Pomigliano d’Arco, da più di 18 mesi in cassa integrazione. Il problema è che per i lavoratori di Pomigliano d’Arco la situazione per il futuro è decisamente poco promettente: due sono le alternative che si prospettano per i dipendenti Fiat, perdere il posto di lavoro oppure un “radicale peggioramento dei propri diritti”.

Nonostante la situazione sia ancora molto pesante, a Piazza Affari il titolo Fiat ha dato segnali di ripresa grazie alla firma degli altri sindacati sull’impianto di Pomigliano d’Arco. Fim, Fismic, Ugl e Uilm hanno infatti accettato di firmare il piano di rilancio dello stabilimento campano.
Fiat, dal canto suo, investirà nell’impianto 700 milioni di euro per la produzione della nuova Panda. In questo modo sembra che il temuto trasferimento della produzione in Serbia o in Polonia sia stato scongiurato.
Ma la questione tra la Fiom e il Gruppo Fiat rimane ancora aperta.