Mercato auto Fiat 2011: tocca a Marchionne





Sergio Marchionne, in una lunga intervista rilasciata a Ezio Mauro, direttore de La Repubblica, ha tirato le somme dell’anno trascorso.
Marchionne è apparso soddisfatto del referendum tenutosi qualche giorno fa a Mirafiori dove i lavoratori, grazie all’apporto fondamentale degli impiegati, hanno votato per il si.

Marchionne ha dichiarato che dopo Pomigliano e Mirafiori, ora toccherà anche agli stabilimenti di Cassino e Melfi avere lo stesso sistema.
Un dato interessante emerso dal referendum di Mirafiori è che gli operai dei reparti di montaggio e lastratura hanno votato a maggioranza no, ma Marchionne ha ribadito: “sabato mattina alle sei le urne hanno detto che il sì ha avuto la maggioranza. Il discorso è chiuso. Il referendum non l’ho chiamato io (anche se avrei partecipato volentieri, spiegando ai lavoratori le ragioni dell’accordo) né sono io che ho fatto le regole. Per me Mirafiori ha deciso, e io sto al risultato, che è un risultato molto importante”.
Nonostante le sue ferree decisioni Marchionne ha ammesso di aver commesso alcuni errori nella pratica di Mirafiori: “ho sottovalutato l’impatto mediatico di questa partita, ho sottovalutato un sindacato, la Fiom, che aveva obiettivi politici e non di rappresentanza di un interesse specifico, come invece accade negli Usa”.
Con il si di Mirafiori ora la Fiat investirà sullo stabilimento piemontese ed ora, grazie all’arrivo della nuova Panda e della nuova Ypsilon, il mercato delle auto del Lingotto dovrebbe ripartire alla grande, grazie anche ai nuovi modelli Chrysler.
In chiusura Marchionne è sembrato soddisfatto e si è congedato da Mauro dicendo che “la Fiat avrà più teste, a Torino, a Detroit, in Brasile, in Turchia, spero in Cina. E un cuore solo. Così rimarranno vive quelle quattro lettere del marchio Fiat. Vediamole. Fabbrica: produciamo ancora, vogliamo produrre di più. Italiana: siamo qui, e non vendiamo nulla. Automobili: resta il cuore del business. Torino: se ha dei dubbi, apra la mia finestra e guardi fuori”.