Michelin, ottime prestazioni sulle strade islandesi

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Finalmente l’Islanda! Dopo ben 66 ore di navigazione siamo finalmente sbarcati a Seydjsfjordur, nella zona orientale dell’isola, unico porto di attracco per chi arriva in Islanda via mare. Di origine danese, il paese ha avuto nel tempo influenze norvegesi per via dei grandi banchi d’aringhe che si trovavano – e si trovano tutt’ora – sulla costa. I monti che circondano il fiordo, lo Strandartindur e il Bjolfur, erano completamente innevati e creavano un suggestivo paesaggio con bianche montagne che finivano sul mare. A Seydjsfjordur, che è il fiordo più lungo dell’isola, si trovano anche la centrale idroelettrica più antica d’Islanda, ancora in funzione dal 1913 e la prima stazione del telegrafo, datata 1906.

Tornati a bordo delle nostre Cayenne dopo il forzato riposo ci siamo subito diretti verso Egilsstadir, sulla statale 92, che fino a ieri era chiusa al traffico causa neve. Beh, la strada era sì aperta ma per lunghi tratti abbiamo solo visto bianco e bianco. Bianca la strada, bianco il panorama, bianco tutto ciò che vi era intorno. Solo grazie ai paletti posti al lato della carreggiata ci siamo orientati e abbiamo così percorso i 22 chilometri che ci separavano da uno dei centri nevralgici dell’Islanda orientale. La città è nata solo nel 1944 ma da allora ha conosciuta una rapidissima espansione che l’hanno fatta diventare in poco tempo un punto di riferimento per la zona: essa infatti possiede l’università, l’aeroporto e un ospedale.

Da Egilsstadir ci siamo diretti verso sud, prendendo la 1, la cosiddetta Ring Road, in direzione di Hofn. I paesaggi che si sono avvicendati nel giro di poche decine di chilometri sono stati a dir poco spettacolari: fiordi mozzafiato, maestose montagne innevate che si perdevano all’orizzonte, pianure di rocce e acqua, cigni selvatici, renne e mi pare di aver intravisto anche gli edredoni, tipiche anatre islandesi. Guidare per le strade desolate, anzi, per la strada desolata con panorami da urlo è stato molto emozionante e se non mi credete date un’occhiata ai video e alle foto che abbiamo pubblicato.

Dopo aver passato Lonsvik e le montagne a picco sul mare a formare una piccola laguna abbiamo fatto una piccola sosta a Jokulsarion, il lago glaciale più conosciuto dell’isola. Si tratta di una delle lingue meridionale del ghiacciaio Vatnajokull, il più grande d’Islanda con un’area di 8.300 km², dove si possono ammirare le foche e scorci da incanto. Lo Jokulsarion è una laguna giovane: nasce infatti solo nel 1934 e con l’erosione del mare questa fa arretrare il ghiacciaio di circa 8 metri all’anno. In questa parte d’Islanda, e risalendo il Vatnajokull, sono stati girati molti film hollywoodiani tra i quali “Tomb Raider” con Angelina Jolie, “Batman Begins” di Christopher Nolan con Christian Bale, Michael Caine e Morgan Freeman e “007 – La morte può attendere” con Pierce Brosnan e Halle Barry. La particolare luce delle 20.30 ha creato dei colori formidabili che ci hanno permesso di scattare delle foto molto suggestive. Risaliti in macchina abbiamo navigato fino a destinazione, l’hotel Geirland a due passi da Kirkjubæjarklaustur dove abbiamo concluso il nostro primo giorno con 465 km all’attivo.

Le nostre vetture si sono comportate egregiamente, grazie anche agli pneumatici Michelin che non hanno fatto sentire il minimo problema di tenuta. Eppure il battesimo è stato di fuoco: neve, ghiaccio, pioggia e sterrato. Come si dice in alcuni detti popolari “non ci siamo fatti mancare niente!”.

Adesso qualche ora di riposo e domani via verso Reykjavík con soste alle cascate di Skogafoss e Gullfoss e ai caratteristici Geyser. La sera ci troveremo in albergo con gli altri quattro compagni di viaggio che arriveranno con i voli dall’Italia e solo allora potremo dire che la spedizione Artic Route Adventure 2013 – Islanda sarà finalmente al completo.

Il viaggio è appena iniziato.

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