Piano industriale Fiat: le note di merito





La crisi economica era piovuta su Fiat dopo che l’azienda italiana aveva visto nel corso degli anni perdere notevolmente la sua influenza ed il suo prestigio all’interno del mercato automobilistico italiano ed internazionale.
Con l’avvento di Sergio Marchionne, il Fiat Group ha avuto una incredibile impennata che significa molto anche per il Pil italiano visto che la Fiat vale il 3% dello stesso.

Grazie poi allo scorporo annunciato qualche giorno fa a Detroit ora la Fiat competerà anche sui mercato internazionali in prima linea.
Il Fiat Group, nato da azienda di famiglia, è ora una realtà globale. Vi è un atlantismo industriale dove l’Italia è protagonista. Fiat ha preso in mano una disastrata Chrysler e le sta facendo rialzare la china (per farsi un’idea sono state vendute 407mila vetture nel secondo trimestre, il 22% in più dello scorso anno).
Grazie all’asse Marchionne-Elkann Fiat sta modernizzando un’azienda storica, mettendola al passo con i tempi e facendola diventare una nuova entità all’interno del panorama automobilistico internazionale.
Ovviamente oltre ai tanti meriti dell’amministrazione vi sono stati alcuni problemi che Fiat ha dovuto gestire con cautela. Innanzitutto l’affare di Pomigliano d’Arco piovuto mentre il ministro dello Sviluppo economico Scajola si dimetteva e Berlusconi lo sostituiva ad interim. Ad ogni modo ora la Fiat non solo è stata salvata dagli ultimi anni bui ma è stata rilanciata a livello internazionale grazie alla tempra del suo amministratore delegato Sergio Marchionne.