Rimborsi multe abusive: ecco quando potete non pagare





Di solito quando vi arriva una multa a casa si inizia a pensare alle strategie per evitare di pagarla o ci si rassegna della propria infrazione e la si paga.
Esiste una legge che permette a ditte private, incaricate dal comune, di trascrivere i verbali e mandarli ai cittadini. Il problema è che queste aziende non controllano mai se l’infrazione è stata effettivamente commessa, oppure se la foto della targa dell’autovelox corrisponde a quella del verbale.

Tali aziende non possono nemmeno effettuare le notifiche o ritirare i soldi del cittadino per conto del Comune.
Purtroppo in Italia c’è una zona d’ombra riguardante questi privati che non si riesce ad arginare. Succede così che un’inchiesta di auto.it dimostra che un loro collega si è visto recapitare una multa a Parma in un giorno nel quale era a Parigi.
La multa, risalente al 10 settembre scorso, è stata sanzionata dal cervello elettronico di una ZTL. Morale della favola: 88 euro e spiccioli da pagare.
Il conducente in questione, una volta accertatosi che la targa in questione era quella della sua auto, ha notato poi che a Parma ci era stato il 9 settembre, e non il 10, in quanto il giorno dopo era volato a Parigi, con tanto di documentazione dei voli. Inoltre a Parma non è mai entrato con la sua macchina in città.
Che ci sia un grave errore di trascrizione?