Sicurezza stradale: nuovo pugno di ferro dall’Unione Europea



Ogni anno sul suolo europeo perdono la vita moltissime persone. Stando ai dati registrati dalle autorità competenti, sono circa 500.00 i guidatori, con tanto di passeggeri a lasciare anima e corpo in strada. E proprio da questi dati che l’Europa vuole ripartire, prefiggendosi come obbiettivo quello di riuscire, almeno a dimezzare i mortali incidenti, e non solo.
Infatti, da quanto appreso dalle varie dichiarazioni rilasciate dai vari deputati,  le numerose vittime stradali, hanno anche ripercussioni altissime sull’economia europea. Si stima infatti che i costi annuali degli incidenti sfiorino i 500 miliardi di dollari, in pratica il 3%  del Pil mondiale.  Se è vero che nell’ultimo decennio la situazione è migliorata in molti Paesi, Italia compresa (sulle nostre strade gli incidenti mortali sono infatti diminuiti di oltre il 40 per cento), non si può però negare che su scala continentale lo scenario resta molto preoccupante.
E per questo che, in questi giorni, si  è votato, per una direttiva sui  controlli nei movimenti transfrontalieri, grazie alla quale la sicurezza stradale potrà giovare di grossi e importanti miglioramenti. Tra questi troviamo, per esempio,  l’unificazione dei reati riguardanti morte o lesioni causate da eccesso di velocità, guida in stato di ebbrezza, mancata utilizzazione delle cinture di sicurezza, guida sotto l’influenza di droghe e uso del cellulare. Inoltro saranno molti gli investimenti che verranno utilizzati per la progettazione di strade e autostrade più sicure, con particolare attenzione agli utenti deboli (pedoni, ciclisti, disabili).
L’importanza di questo decreto, è stata sottolineata anche dal capo dell’ETSC (European Transport Safety Council), Antonio Avenoso, ammettendo, che i deputati sono stati molto pragmatici e abili nel riuscire a trovare il modo di poter contrastare il vuoto che si era creato sull’applicazione delle leggi stradali. Altro scopo del parlamento, attraverso l’approvazione di questa normativa, era anche il miglioramento della collaborazione e della cooperazione tra le Polizie dei vari stati, che hanno firmato il trattato di Lisbona. Dunque, per questo, le nuove leggi non potranno essere applicate in Gran Bretagna e in Irlanda, poiché si rifiutarono di accettare il trattato, stipulato tra i vari stati Europei, nel 2007 ( anche se entrato in vigore nel 2009 ). In ogni caso, è già stato inviato il fascicolo riguardanti le norme di sicurezza stradale, sul suolo britannico e irlandese, per riuscire a convincere i capi di stato ad aderire al programma.