Spending Review: l’RC Auto aumenta fino al +2% con i tagli alle Province

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La Responsabilità Civile Autoveicoli, o RC Auto, è diventata obbligatoria con il ddl 990 del 24 dicembre 1969. Se escludiamo una serie di conseguimenti dei bonus – malus, l’RC Auto ha avuto una evoluzione legislativa piuttosto stantia. Questo fino al 2006, quando una radicale novità del decreto Bersani stabilì che i sinistri possono essere penalizzati solo quando l’assicurato ha almeno il 50% delle responsabilità; di nuovo, poi, con la legge del 4 agosto 2006, quella del 31 gennaio 2007, e ancora del 9 luglio 2009, hanno fatto sì che l’assicurazione auto cambiasse più volte, nel breve periodo di tempo.

Portando gli automobilisti ad avere le idee poco chiare, e a rivolgersi ad agenzie intermediarie per scegliere la migliore Rc Auto per le proprie esigenze.

In generale, possiamo dire che questi aggiornamenti legislativi hanno portato ad una maggiore elasticità delle assicurazioni, a sconti e clausole più facilmente applicabile, e alla riduzione degli oneri di disdetta.

Un’altra novità è in arrivo grazie alla riduzione delle Province, pronte a passare da 86 a 51 e a dare il via ad un effetto domino di recupero del credito pubblico. E’ infatti di mira l’Rc Auto in quanto le Province italiane “che si salveranno”, prenderanno in competenza la pianificazione dei trasporti, la regolazione stradale, la costruzione e gestione delle strade. In questo articolo di Omniauto.it si trova un chiaro approccio alla situazione: massimo +2% di aumento aliquote, aumenti per 1.5 milioni di automobilisti e risparmi per pochi fortunati. L’RC Auto aumenta perché l’imposta provinciale aumenta a sua volta, dal +9% al +16%.

La situazione al momento è tutta da seguire, giacché l’Unione Province Italiane ha dichiarato guerra al Governo per via dei 500 milioni di euro tagliati in sede di spending review.