Terremoto Giappone: stop produttivi auto, arriva solidarietà





L’11 marzo il Giappone è stato colpito da un tremendo terremoto che ha provocato migliaia di vittime ed ingenti danni all’isola. Non è ancora ufficiale il bilancio ma le prospettive sono allarmanti e il sisma avrà pesanti ripercussioni anche a livello economico non solo sul Giappone ma su tutto il mondo.

Nel settore automobilistico la situazione è preoccupante: tutti i costruttori giapponesi hanno infatti interrotto la produzione e le case che hanno subito più danni sono Toyota, Honda e Nissan che operano nella prefettura di Miyagi.
Toyota, in tre giorni di stop ha perso circa 40mila unità: si tratta di un duro colpo all’economia del marchio orientale in quanto ben il 45% delle Toyota nasce in patria.
Nissan ha fermato i suoi impianti di Iwaki, Tochigi, Yokohama, Oppama, Zama e Honmoku. Anche Nissan Shatai e Nissan Kohki, partner che producono i motori per Nissan, hanno dovuto fermarsi per ristabilizzare la situazione. Circa 1.300 veicoli Nissan e Infiniti inoltre, che erano pronti per essere trasportati sul mercato americano, sono stati colpiti dallo tsunami che ha provocato il terremoto ad Hitachi, e sono stati resi, di fatto, inutilizzabili.
Anche Honda ha fermato la produzione almeno fino al 20 marzo e si legge in comunicato che “la Honda, in base a quanto chiesto dal ministro dell’Economia, farà la sua parte per la conservazione dell’energia dando priorità alle zone colpite dal terremoto”.
Le altre case giapponesi hanno avuto danni, seppur non pesanti come Nissan, Toyota ed Honda. Mitsubishi, Subaru, Suzuki e Mazda hanno avuto ripercussioni sui fornitori ma trovandosi le loro produzioni nel sud del paese, i danni sono stati minori.
La macchina della solidarietà si è messa in moto e Mazda ha stanziato 30 milioni di yen, circa 250mila euro, per i soccorsi.