Alcolock in auto, scatta l’obbligo: ecco quanto costa e chi deve installarlo
Il ministero dei Trasporti ha pubblicato l’elenco dei dispositivi installabili e le officine autorizzate: ecco tutto quello che c’è da sapere.

L’alcolock, il dispositivo che rileva il tasso alcolemico ed impedisce all’auto di mettersi in moto se questo supera la soglia consentita, è ormai una realtà. Il ministero dei Trasporti, infatti, ha pubblicato l’elenco dei dispositivi autorizzati, degli installatori e dei modelli di auto sui quali è possibile installare l’apparecchiatura.
Una novità che ha come obiettivo quello di fungere da deterrente nei confronti dei conducenti che sono stati condannati per guida in stato d’ebrezza con tasso alcolemico superiore a 0,8 g/l e che, una volta riottenuta la patente dopo il periodo di sospensione, potranno avviare il motore solamente una volta che il dispositivo avrà comprovato che il tasso alcolemico sia pari a zero.
Come funziona l’alcolock
L’alcolock che dovrà essere installato sulle auto è un vero e proprio etilometro elettrochimico. Che impedisce l’avviamento del veicolo da parte del conducente nel caso in cui il tasso alcolemico risulti superiore al tasso stabilito dalla legge. Prima di poter accendere il motore, infatti, il guidatore dovrà necessariamente soffiare nel dispositivo che, in pochi secondi, analizza il campione di respiro raccolto e, sulla base di quest’ultimo, riesce a calcolare il livello di alcol presente nell’aria espirata. Se la concentrazione di alcol è superiore al limite preimpostato, il veicolo non parte e non è quindi possibile per il conducente spostarsi.
Stando a quanto disciplinato dal Codice della strafa il nuovo alcolock dovrà essere installato da tutti i conducenti condannati per guida in stato d’ebbrezza con tasso alcolemico superiore a 0,8 g/l. Una volta riottenuta la licenza necessaria a guidare, dopo il periodo di sospensione stabilito dalla legge, i guidatori precedentemente condannati potranno condurre veicoli a motore solamente se su questi sarà stato installato un dispositivo alcolock che impedisca l’avviamento del motore nel caso in cui il tasso alcolemico del conducente risulti superiore a zero.

Il ministero dei Trasporti, inoltre, ha indicato anche quali sono le carrozzerie inserite nell’elenco del Mit. Non tutte, infatti, seppur in possesso dei requisiti di legge, potranno montare gli alcolock sulle vetture. Solo le officine indicate dal produttore dell’apparecchio e inserite nell’elenco pubblicato dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti saranno effettivamente deputate all’installazione del nuovo apparecchio. Un limite, quest’ultimo, che da un lato viola le norme sulla concorrenza. E dall’altro, riducendo il numero di operatori abilitati, determinerà un’alterazione del mercato con conseguente aumento dei costi a carico degli automobilisti.
Ma l’entrata in vigore dell’ufficialità del nuovo dispositivo sembra presentare già qualche criticità. Come reso noto da Federcarrozzieri, ad esempio, non tutti i modelli che circolano attualmente sul territorio italiano sono dotati della tecnologia necessaria all’installazione dell’alcolock. Con l’età media delle vetture italiane – che si attesta a 13 anni rendendo il parco auto il più vecchio d’Europa – non tutti i veicoli hanno le caratteristiche tecniche per ospitare il dispositivo. Altro nodo cruciale, poi, è quello del costo con la spesa stimata per l’installazione dell’alcolock che è di circa 2.000 euro. Una cifra importante a cui vanno sommati i costi di taratura periodica prevista dal decreto, di manutenzione, e quella per i boccagli monouso.