Artic Route Adventure, un lunedì da leoni!

Oggi ci aspettava una tappa di 360 chilometri, quasi tutti costeggiando gli immensi fiordi del nord-ovest, passando dalla regione del Vestfirdir a quella del Norduland Vestra, la terra del nordovest. Sveglia alla solita ora, colazione, pieno di carburante e poi foto al porto si Isafjördur, per sfruttare le imbarcazioni, il mare e le montagne innevate sullo sfondo.

Ci siamo quindi messi in marcia passando per i paesaggi che in questi giorni ci sono divenuti familiari. Rocce e montagne da una parte, scogliere e mare dall’altra, con cambi repentini di clima, condizioni meteo, altitudine. Qui le nostre tre Cayenne hanno percorso le strade asfaltate e sterrate soffermandosi in alcuni punti che ci sembravano buoni per una piccola sosta. Passando vicino delle sorgenti termali abbiamo visto i vapori che si levavano dal terreno e una enorme piscina. Non ci abbiamo pensato due volte e siamo subito andati a chiedere se era possibile tuffarsi nelle acque termali: detto fatto, messi costume e inforcate le ciabatte ci siamo immersi nelle caldissime acque islandesi. È stato bellissimo, rigenerante e tonificante.

Risaliti sulle Porsche abbiamo continuato la strada fino a quando i languori non si sono fatti sentire e abbiamo fatto una sosta a Holmavik, il paese più vicino. Qui, girando per le desolate strade abbiamo visto un cartello che ci ha subito conquistati: Museum & Mussels. Incuriositi siamo entrati e ad accoglierci è venuto uno strambo signore molto socievole e disponibile che ci ha spiegato che quello era un museo molto particolare in Islanda, e cioè della magia e stregoneria. In Islanda infatti alcune credenze popolari miste a riti storici si sono intrecciate formando delle pratiche bizzarre come pescare pesci molto brutti con rete fatte di capelli di vergini e incidere simboli con sangue mestruale. Visto che all’entrata del museo vi erano tavoli apparecchiati abbiamo chiesto cosa potevamo mangiare e il proprietario ci ha detto: “cozze!”. Stefano ha chiesto in che modo le avrebbe cucinate e la risposta, quanto mai azzeccata, è stata: “le cucino molto bene”. Tavolata d’obbligo e cozze artiche per tutti. Ed erano molto buone.

Tornati in strada abbiamo invano cercato le foche lungo le scogliere che abbiamo incontrato ma la fortuna non è stata dalla nostra parte. Una volta arrivati al nostro albergo a Gauksmyri siamo però stati indirizzati meglio e abbiamo potuto anche ammirare le foche islandesi mentre oziavano nel loro habitat. Tornati in hotel, nel caratteristico ristorante, ci è stato servito un ottimo agnello con verdura e patate cucinato alla perfezione.

L’appuntamento è per domani, tappa di trasferimento di 300 chilometri verso est, con destinazione Laugar, una tappa da leoni. L’Artic Route Adventure non è ancora finito!

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