Auto a guida autonoma, in caso di incidente chi paga? Ecco la proposta della Cina
I governi di mezzo mondo si stanno interrogando sull’eventualità di multa a una vettura a guida autonoma: ecco la proposta cinese.

Il futuro delle automobili è a guida autonoma. Non è ancora arrivato il giorno in cui le moderne vetture faranno tutto da sole, ma molte delle maggiori case automobilistiche mondiali si stanno già preparando. Sono diversi, infatti, i costruttori che, parallelamente alla normale attività, sono già a lavoro per sviluppare le auto del futuro per quella che sarà una svolta epocale.
Non solo in ambito automobilistico, ma in tutto ciò che è collegato alla guida. Dalla viabilità delle città alla rielaborazione delle vetture per come le conosciamo oggi, passando anche per la normativa. E proprio uno dei Paesi trainanti nel settore della guida autonomia, ossia la Cina, si sta interrogando in merito alla responsabilità penale e finanziaria riguardo agli incidenti provocati o alle multe prese da questo tipo di vetture.
Multa o incidente per un’auto a guida autonoma, chi pagherà?
Mentre l’Italia si trova ancora in alto mare da questo punto di vista, con alcune città che stanno per avviare – o lo hanno appena fatto – un percorso di sperimentazione di questi modelli, in Asia ad esempio la guida autonoma è una realtà che già esiste. Proprio per questo diventa fondamentale stabilire il prima possibile il quadro normativo del Paese, che si sta sviluppando in anticipo rispetto ad alcuni stati europei.
Proprio la Cina, infatti, sta portando avanti una proposta per aggiungere al relativo Codice della strada un capitolo dedicato ai veicoli con guida autonoma, in modo tale da stabilire in questo modo un regolamento specifico riguardo alle responsabilità in caso di incidente. La proposta di legge è arrivata all’Assemblea Nazionale del Popolo, il massimo organo legislativo del Paese, e al suo interno contiene definizioni di guida autonoma e di funzioni di assistenza alla guida. Il nodo centrale della proposta sta nell’attribuire, in caso di sinistro, la responsabilità alla casa costruttrice, qualora l’incidente avvenga mentre il veicolo procede in modalità autonoma. Diversamente, se l’auto è in funzione manuale o sono attivi sistemi di assistenza alla guida, la responsabilità resterà a carico del conducente, che deve prestare attenzione alla guida e mantenere le mani sul volante durante la marcia.

Una proposta che sta, ovviamente, dividendo l’opinione pubblica e che apre un dibattito molto importante su quello che sarà il futuro della mobilità. E che anticipa di molto i tempi. Nel Vecchio Continente, ad esempio, ancora non esiste una legge unica che definisca le responsabilità in caso di incidente a bordo di un veicolo a guida autonoma. Anche se alcuni Paesi hanno adottato politiche valide all’interno dei propri confini. Come nel caso del Regno Unito dove l’Automated and Electric Vehicles Act del 2018 stabilisce che, qualora si verifichi un sinistro, a rispondere dei danni debba essere l’assicurazione che copre il veicolo. In Francia invece, l’articolo L123-2 del Codice della strada specifica che se un veicolo dotato di guida autonoma infrange le norme prestabilite, sarà il costruttore a rispondere penalmente e finanziariamente della sanzione inflitta.
Anche senza un allineamento univoco, quindi, anche l’Europa si sta muovendo puntando, in questo caso, a prevenire gli incidenti o i comportamenti sanzionabili delle auto a guida autonoma. Così va letta l’introduzione di tecnologie a supporto della guida. Con il regolamento 2019/2144 che ha stabilito quali sono gli ADAS obbligatori per i veicoli immatricolati da luglio 2024 come l’adattamento intelligente della velocità, il rilevatore di stanchezza del conducente, la frenata automatica di emergenza ed il mantenimento di corsia.
L’Italia, in questo caso, risulta essere ancora parecchio indietro. Non esistendo una legge specifica, infatti, c’è il decreto Smart Road a definire le norme che regolano i test per le auto a guida autonoma. E in questo caso si fa riferimento alle condizioni necessarie per effettuare i test, ai tipi di strada, alle caratteristiche intrinseche dei veicoli fino alla necessità di avere a bordo del veicolo un supervisore per tutta la durata del test. Nessun riferimento specifico, però, all’eventualità di un incidente o di una multa.