Auto popolari, anche l’Italia valuta il leasing sociale

Matteo Vana
  • Giornalista Professionista
29/11/2023

L’idea è già in fase di sperimentazione in Francia e potrebbe essere esportata anche nel Belpaese: ecco di cosa si tratta.

Auto popolari, anche l’Italia valuta il leasing sociale
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Un’auto per tutti a un prezzo simbolicamente basso. E’ questa la nuova idea che sta valutando il Governo per svecchiare il parco auto italiano, uno dei più anziani d’Europa. Quello delle vetture anziane in Italia è un problema atavico, difficilmente risolvibile solo con gli ecoincentivi; il grande ostacolo, infatti, è rappresentato dai prezzi delle nuove vetture elettriche ancora troppo alti.

Proprio a causa di questo sono tantissimi gli italiani che preferiscono non cambiare la propria auto tenendo quelle più vecchie o acquistando quelle usate, che però risultano più inquinanti rispetto alle ultime uscite. Un circolo vizioso che non favorisce il ricambio del parco auto circolante e che anzi finisce per essere deleterio per tutto il sistema. Ecco, quindi, la nuova idea che potrebbe essere mutuata sull’esempio francese dove è già partita la sperimentazione.

Leasing sociale per svecchiare il parco auto

Si tratta del leasing sociale, ossia la possibilità di concedere a tutti la possibilità di avere una vettura pagando un canone mensile basso pur di lasciare la propria auto ormai anziana. In Francia è iniziata il 1° novembre la raccolta delle richieste e a gennaio saranno consegnate le vetture acquistate dallo Stato e poi assegnate alle famiglie. Un modello l’Italia sembra pronta a seguire. In questo caso l’obiettivo, come detto, è fare in modo che le famiglie meno abbienti abbiano la possibilità concreta di cambiare la propria vecchia auto con una vettura elettrica o con motore termico a basso impatto ambientale favorendo così la diminuzione dell’inquinamento ambientale e lo svecchiamento del parco auto.

Auto popolari, anche l’Italia valuta il leasing sociale
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Al momento è un’idea, che però potrebbe diventare concreta a breve visto l’interesse concreto dell’Aci, che dovrebbe gestire il parco auto, e i ministeri di Infrastrutture, Imprese e Ambiente. L’obiettivo sarebbe quello di iniziare nel 2024 con una sperimentazione, anche con un numero limitato di vetture, per passare poi a una fase successiva che coinvolga più mezzi e persone. Ancora da stabilire, ovviamente, il funzionamento del cosiddetto leasing sociale per l’Italia. Certamente si terrà conto di una serie di fattori tra cui la fascia di reddito di chi richiederà l’adesione alla misura, l’età della macchina da rottamare e la tipologia di auto che spetterebbe a chi voglia beneficiarne.

Il prezzo del canone mensile da pagare per il leasing sociale, invece, si aggirerebbe tra i 75 e i 125 euro. Mentre per lo Stato, ovviamente, la misura avrebbe dei costi relativi al versamento dell’anticipo delle nuove vetture, che però potrebbero essere coperti dai fondi per l’Ecobonus avanzati, ma porterebbe benefici dal punto di vista ambientale visto che in Italia si stima che il 27% del parco circolante, pari a circa 10 milioni di veicoli, sia tra la fascia Euro 0 ed Euro 3.

Un’idea che potrebbe risolvere finalmente uno dei grandi problemi dell’Italia e che porterebbe anche a incrementare la soglia di auto elettriche che circolano nel Belpaese accelerando così la transizione dalle endotermiche alle vetture a zero emissioni portando una ventata di modernità in tutto il Paese.