Autovelox, nel mirino gli “omologati” dopo il caso di Torino

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Novità per ciò che concerne gli autovelox, dopo il noto caso di Torino di cui abbiamo già parlato. Si parla di strumenti omologati, ma cosa significa e cosa potrebbe cambiare in concreto per gli automobilisti?

Autovelox, nel mirino gli “omologati” dopo il caso di Torino
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Già abbiamo parlato del caso particolare di un automobilista nel torinese, che avrebbe ricevuto 52 multe da uno stesso apparecchio. Apparecchio che, però, non risultava “omologato”. Il codice della strada è molto restrittivo in tal senso, tanto che alcune multe sono state cancellate all’automobilista, che aveva fatto ricorso nelle sedi opportune. Lo stesso problema, adesso, si potrebbe verificare anche in altre città, diventando così un “caso giurisprudenziale”.

Autovelox omologati, cosa dice la legge in questione

Arriva il primo esposto per “falsità in atto pubblico”. Stiamo parlando della vicenda della mancata omologazione degli autovelox. L’operazione è prevista in modo molto esplicito dall’articolo 142 del codice della strada (che si occupa dei limiti di velocità). In realtà, però, esiste un vuoto normativo da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. L’opinione pubblica è stata scossa da una recente sentenza della Corte di Cassazione. Secondo la Corte Suprema, infatti, non è sufficiente che siano approvati, ma devono essere esplicitamente omologati, affinché la multa sia valida.

Sappiamo già che la persona responsabile del servizio del Comune di La Loggia, località in provincia di Torino, è finita nel mirino della Globoconsumatori. Vi è, infatti, un verbale di violazione che è stato accertato il 1° giugno 2024, attraverso un Velocar Red&Speed Evo.R in una postazione fissa, considerata come omologata ai sensi MIT n. 4708 del 1/8/2016: un’affermazione che non è vera. Questo perché l’apparecchio, come ogni altro in uso in Italia, sarebbe stato solo approvato e non omogolato appunto.

Cosa potrebbe accadere adesso?

Autovelox, nel mirino gli “omologati” dopo il caso di Torino
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Sono in molti, adesso, a chiedersi che cosa potrebbe accadere adesso dopo il caso del Comune di La Loggia (Torino). Possibile che, adesso, la macchia si espanda? Sicuramente sì. Si parla innanzitutto di un’accusa di violazione di alcuni articoli. In particolare, si fa riferimento agli articoli n. 476 e 479 del Codice Penale. Che cosa disciplinano questi articoli? Si fa riferimento alla falsità materiale che viene commessa da un pubblico ufficiale in atti pubblici, nonché alla falsità ideologica che è commessa da un pubblico ufficiale in ambito di atti pubblici.

Proprio in questo caso, si tratta di una vera e propria accusa messa “nero su bianco”, grazie ad un esposto apposito che è stato depositato lunedì 15 luglio 2024 alla Procura della Repubblica, presso il tribunale di Torino. Ma c’è chi giura che sia soltanto l’inizio. Non tutti sanno, infatti, che sarebbero coinvolti in situazioni molto simili anche altri Comuni delle province di Torino, di Alessandria, di Brescia e di Padova.

Potrebbe essere utile che la legge disciplinasse un po’ meglio la materia, così da potersi rendere tutti allo stesso pari per ciò che concerne il mondo degli autovelox. Il codice della strada dice molto, ma non abbastanza. Per questo motivo, molti dispositivi adesso potrebbero essere soltanto approvati ma non omologati. Che cosa accadrà, quindi? Con un po’ di pazienza potremo scoprirlo.