Bertone Runabout, la sportiva anni ’60 rinasce in chiave moderna
Arriva la versione definitiva della sportiva, che ora sfrutta un motore Toyota, che fa rinascere il mito anni ’60.

Erano gli anni ’60 quando, per la prima volta, un concept nato dall’era della sperimentazione neo-retrò faceva la sua comparsa sulla scena internazionale incarnando quella voglia di sfidare le convenzioni dell’epoca per dare vita a una vettura rivoluzionaria.
Adesso, a distanza di quasi 60 anni, ecco che la sportiva torna ad affacciarsi con lo stesso identico spirito. È passato, infatti, poco più di un anno da quando la nuova Bertone Runabout, riedizione in chiave moderna della sportiva dell’epoca, si è riaffacciata sul mondo. E adesso il modello è pronto alla produzione in serie, ovviamente limitatissima a soli 25 esemplari, con un prezzo base di 390.000 euro.
Il mito ritorna sulle scene
Una vettura mitica, capace di rimanere impressa nell’immaginario collettivo e di arrivare fino ai giorni nostri. La nuova Bertone Runabout sarà proposta in due varianti di carrozzeria: Barchetta senza tetto, che richiama la versione originale, e la Targa, che aggiunge un vero parabrezza e un tetto rimovibile. Un modello che rappresenta un omaggio stilistico alla concept Autobianchi A112 Runabout del 1969 firmata da Marcello Gandini, ma che abbandona le origini Fiat per sposare novità particolari pur senza rinnegare quella filosofia.
La Bertone Runabout dei tempi moderni, infatti, rende omaggio allo spirito di un tempo, ma reinterpretandolo in chiave contemporanea. Ogni linea e superficie è il risultato di un meticoloso processo di progettazione diventando un vero e proprio ponte tra l’eredità concettuale di Bertone e la sua visione moderna. La prima caratteristica è che la nuova Bertone Runabout non è basata su un’auto esistente: la piattaforma in alluminio estruso e incollato è completamente nuova, acquistata da un fornitore e personalizzata da Bertone. Le dimensioni, poi, sono compatte non arrivando ai 4 metri di lunghezza e con un’altezza da terra di appena 1,12 metri. A completare il tutto, poi, ci sono ruote da 18” all’anteriore e da 19” al posteriore.

Le linee del modello, quindi, reinterpretano la one-off degli anni ’60 con elementi più moderni. A darle quel tocco di modernità ci sono, ad esempio, le prese d’aria con funzione aerodinamica che attraversano tutta la carrozzeria, o le nuove luci a scomparsa a led. Mentre al posteriore è stata ridisegnata la coda tronca dell’originale, con linee essenziali e gli scarichi nascosti in due delle quattro feritoie centrali. Particolarmente ridotto, poi, è il peso, che arriva a 1.057 kg, grazie al largo uso di fibra di carbonio per i pannelli e dell’alluminio per il telaio.
A spingerla, invece, c’è un motore firmato Toyota, con il V6 di 3.5 litri non aspirato ma sovralimentato tramite un compressore, per toccare 475 CV di potenza e 490 Nm di coppia con monoblocco in alluminio e testate DOHC in alluminio, con quattro valvole per cilindro e doppia fasatura variabile. Mentre l’aspirazione forzata è garantita da un compressore Eaton/Edelbrock TVS montato all’interno della V del motore. Il tutto viene scaricato alle ruote posteriori attraverso un cambio manuale a sei marce con rapporti ravvicinati. Caratteristiche, queste, che consentono alla nuova Bertone Runabout di scattare da 0 a 100 km/h in 4,1 secondi e di raggiungere una velocità massima di 270 km/h.