Caro carburanti, a marzo spesi 470 milioni in più rispetto a febbraio

Matteo Vana
  • Giornalista Professionista
10/04/2026
Tempo di lettura: 3 minuti

Nonostante il taglio delle accise voluto dal Governo gli italiani hanno speso il 12% in più rispetto al mese precedente.

Caro carburanti, a marzo spesi 470 milioni in più rispetto a febbraio
Photo by goiwara – Pixabay

Il costo del carburante, nonostante il taglio delle accise voluto dal Governo e prorogato fino al prossimo 1° maggio, continua ad essere altissimo. Una spesa alla quale gli automobilisti italiani non erano pronti e che, in un solo mese, ha portato a far lievitare i conti dei guidatori per gli spostamenti.

Ad evidenziarlo sono le stime di Facile.it che hanno calcolato come, a marzo, nonostante lo sconto da 24,4 centesimi attualmente in vigore, a causa degli aumenti del prezzo del carburante gli italiani hanno speso 470 milioni di euro in più rispetto a febbraio.

Fare rifornimento costa di più

Nonostante le misure governative, quindi, la spesa degli italiani per il rifornimento delle proprie automobili è aumentata in maniera importante. Il rincaro, infatti, ha pesato per circa 97 milioni di euro sulla benzina e per circa 372 milioni di euro sul diesel. Se a febbraio, quindi, la spesa per rifornirsi era stata di circa 3,7 miliardi di euro, a marzo, per la stessa quantità di carburante, il conto ha quasi raggiunto i 4,2 miliardi di euro. Un incremento pari al 12% che pesa sulle tasche degli italiani, costretti da un lato all’impossibilità di rinunciare alla propria automobile per gli spostamenti e dall’altro a pagare una cifra maggiore per fare il pieno.

E il conto poteva anche essere più salto per gli automobilisti. Perché le stime di Facile.it evidenziano come, in assenza del rinnovo del taglio, ad aprile il conto finale sarebbe potuto arrivare a circa 4,6 miliardi di euro. Con un salasso effettivo che poteva diventare anche maggiore mettendo in conto che, con le vacanze pasquali e lo spostamento in massa, il consumo di carburante normalmente tende ad aumentare. Una situazione non certo semplice per gli automobilisti che si trovano, sempre più spesso, a dover scegliere se prendere la propria auto o lasciarla parcheggiata in garage per non consumare il carburante, bene sempre più prezioso vista la situazione internazionale complessa e resa ancora più complicata dalla guerra in Medio Oriente.

Distributore benzina e diesel
Distributore benzina e diesel – Foto Shutterstock di Tartezy

Inoltre il Codacons ha denunciato, qualche settimana fa,  la corsa senza freni del carburante che si tramuta in un danno economico per ciascun automobilista stimato in quasi 9 euro a pieno. Una cifra importante tanto che, secondo l’associazione dei consumatori, senza un’inversione di tendenza entro una manciata di giorni lo sconto sulle accise disposto dal Governo sarà vanificato dagli aumenti con i listini tornati ai valori precedenti al decreto.

La situazione legata al caro carburante, però, non va ad impattare solo sui singoli automobilisti, ma coinvolge tutta la filiera produttiva. Su benzina e gasolio pesa, inoltre, anche l’aumento del prezzo industriale, la componente che comprende la materia prima, la lavorazione e i costi di trasporto. In Italia, infatti, la maggior parte dei trasporti di merci avviene su gomma attraverso la rete autostradale, con un conseguente consumo di carburante piuttosto elevato. L’innalzamento dei prezzi al distributore, quindi, impatta anche sul trasporto e, di conseguenza, sul prezzo finale della merce stessa.