Caro carburanti, taglio delle accise su benzina e gasolio prorogato fino al 1° maggio
La misura che riduce il costo dei carburanti in Italia è stata prorogata fino al maggio per cercare di ridurre il carico sugli automobilisti.

Il taglio delle accise, deciso dal Governo per ridurre il costo di benzina e diesel e non gravare sulle spalle degli automobilisti, proseguirà. Lo ha stabilito il Consiglio dei Ministri che ha approvato il decreto legge per prolungare il taglio delle accise. Con il nuovo termine previsto per il 1° maggio 2026, allungando quindi di più di 3 settimane la durata inizialmente prevista.
Una decisione attraverso la quale l’Esecutivo punta quindi a cercare di calmierare i prezzi dei carburanti, in costante crescita per la guerra in Medio Oriente. Il provvedimento servirà quindi a “tamponare” la situazione fino al 1° maggio.
Taglio delle accise avanti fino a maggio
La misura relativa al taglio delle accise, in questo modo, sarà in vigore ancora per un mese. La scadenza iniziale, infatti, era prevista per 7 aprile varata dal governo lo scorso 18 marzo scorso per calmierare i prezzi. Il ministero dell’Economia, infatti, ha lavorato per la ricerca delle coperture con l’intervento che dovrebbe almeno 500 milioni di euro, di cui 30 destinati al sostegno delle imprese agricole. Circa 200 milioni arriveranno dall’extragettito Iva con il meccanismo delle accise mobili, i restanti 300 milioni dovrebbero arrivare dal “congelamento” delle aste CO2.
Il ministro Giorgetti, inoltre, ha specificato che il governo è riuscito a portare a termine la misura senza andare ad intaccare le somme originariamente destinate al sollievo delle imprese energivore. Un dettaglio che segnala la volontà dell’esecutivo di tenere insieme la tutela dei consumatori e quella del sistema produttivo, in una fase in cui i costi energetici continuano a essere un fattore di forte instabilità.

Una decisione, quella relativa al taglio delle accise su benzina e diesel, che era attesa da milioni di italiani e che, se non rinnovata, secondo le stime di Facile.it avrebbe potuto portare a un esborso, per il solo mese di aprile, quantificabile in circa 880 milioni in più rispetto a questo speso alla pompa a febbraio, prima che scoppiasse il conflitto. Nonostante la proroga, però, i prezzi del carburante rimangono comunque molto alti. Secondo il Codacons, che ha rielaborato i numeri forniti dal Mimit, il prezzo medio del diesel al self ha superato i 2,1 euro al litro in ben nove regioni italiane.
I listini più elevati, in questo caso, si registrano a Bolzano, dove il gasolio costa 2,134 euro al litro, seguita da Calabria con 2,116 euro, Friuli Venezia Giulia con 2,113 euro, Liguria e Lombardia con 2,108 euro, Puglia e Valle d’Aosta con 2,104 euro, Basilicata con 2,102 euro e Piemonte con 2,100 euro. In autostrada il diesel arriva a 2,137 euro al litro, mentre la benzina si attesta a 1,822 euro. Numeri che raccontano una situazione già molto pesante per famiglie, lavoratori e imprese, in particolare in un Paese dove il trasporto su gomma incide in modo rilevante sui costi complessivi della vita quotidiana e della produzione. E che, senza proroga, avrebbe portato a una situazione insostenibile non solo per gli automobilisti, ma anche per le imprese.