Con la Porsche Cayenne a Akureyri, la città più popolata d’Islanda

Oggi sarebbe dovuta essere una giornata di trasferimento, senza grandi tappe intermedie da visitare, in attesa del rush finale di domani dove faremo, nell’ordine (tempo permettendo): Husavik, per vedere le balene, Myvatn, il quarto lago naturale d’Islanda che presenta paesaggi lunari, Dettifoss, la più grande cascata del paese, e alla fine arriveremo a Egillstadir, dove soggiorneremo una notte.

Ed in effetti la giornata è andata avanti senza grosse annotazioni da fare, dalla colazione fino a ora di pranzo, quando siamo giunti ad Akureyri, la seconda città più popolata d’Islanda con i suoi oltre 17mila abitanti. Classico giro del paese a piedi, visita alla banca per cambiare un po’ di denaro e stop al supermarket dove abbiamo comprato panini che volevamo mangiare in un’area pic nic a ridosso del fiordo adiacente. Purtroppo il vento forte e il conseguente freddo che arrivava dritto in faccia non ci ha permesso una pausa pranzo tranquilla e abbiamo deciso di sostare ad un’area di servizio dove abbiamo destato la curiosità dei passanti. Uno di questi ci ha detto che anche lui era un “uomo Porsche” e che lui era l’unico possessore, in tutta l’Islanda, di una prima serie della 911 datata 1967.

Mangiati i nostri panini ci siamo diretti verso la destinazione odierna, Laugar, non prima però di aver fatto una piccolissima deviazione per la cascata di Godafoss, ovvero la “cascata degli dei”. Il nome della cascata deriva da una leggenda che sostiene che Porgeir Ljosvetningagodi, il Logsogumaour islandese dell’anno 1000 (colui che anticamente era atto a determinare le leggi in una comunità tribale), quando decise di fare del Cristianesimo la religione ufficiale dell’Islanda, buttò le statue degli dei nordici nelle acque della cascata. Molto suggestiva anche questa cascata. Devo dire che in Islanda l’elemento acqua è rappresentato in tutte le sue migliori sfaccettature, dai ghiacciai alla neve, dai fiumi ai laghi, e le cascate non mancano. Se domani riusciamo anche a vedere quelle di Dettifoss la missione sarà compiuta.

Dopo Godafoss siamo arrivati alla Guesthouse Storu Laugar di Laugar, minuscolo paesino della regione. Il posto è delizioso, con camere nuove e pulite, la fossa di acqua naturale bollente appena fuori (dove ho avuto già il piacere di tuffarmi), e una proprietaria gentilissima che ci sta preparando trota e apple crumble. Non vedo l’ora di assaggiare tutto! Nel frattempo anche Stefano si sta dando da fare in cucina e stasera ci preparerà un altro dei suoi piatti forti: fusilli al pomodoro. Insomma stasera a tavola avremo belle cose da assaggiare e un viaggio sempre più ricco da raccontare. L’Islanda è un posto magico, che ci ha regalato e ci sta regalando davvero tanto. E non è ancora finita…

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