Crisi del mercato auto, in Italia circolano vetture sempre più vecchie
Crisi del mercato auto, in Italia circolano vetture sempre più vecchie e le elettriche faticano a ritagliarsi spazi di rilievo, complici i prezzi ancora elevati per la famiglia italiana media.

Quella che stiamo attraversando ormai da un bel po’, va detto, è una fase di crisi economica che sembra essersi cristallizzata: questo impatta fortemente sul mercato dell’automotive, come emerge con una certa chiarezza dalla fotografia scattata dal nuovo studio condotto da Aniasa e Bain & Company.
Dopo decenni di espansione, il comparto è entrato ufficialmente in una fase di stagnazione e si tratta di una situazione prolungata e anche per questo ancor più preoccupante. Ci sono nuovi equilibri geopolitici e industriali che mettono in discussione la tenuta dell’intero comparto e non poche sorprese all’orizzonte.
Il fatturato dell’industria (escluso il comparto Costruzioni) registra una variazione negativa del 4,5% a febbraio 2025, ultimo dato disponibile (-5,1% sul mercato interno e -3,4% sui mercati esteri) e chiude i primi due mesi dell’anno a -3% (-3,4% il mercato interno e -2,1% i mercati esteri).
L’indice della produzione automotive italiana, pur riducendo la flessione rispetto al mese precedente, mantiene il segno meno anche a marzo (-14,9%). La contrazione registrata, secondo i dati preliminari di Anfia (Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica) dalla produzione di autovetture è del 26,3%, per un totale di circa 30.000 unità prodotte – e per l’indice della produzione di parti e accessori per autoveicoli e loro motori, che chiude a -15,4%.
Questi dati evidenziano anche come nel nostro Paese ci sia un deciso ritorno all’uso dell’auto privata come mezzo principale per gli spostamenti. Ma questo non si traduce in un aumento delle vendite di nuove vetture, ma in una crescita dell’usato. L’effetto diretto, come è facile comprendere, si traduce in un parco circolante che invecchia rapidamente.
Crisi del mercato auto, in Italia le elettriche non convincono ancora

L’auto elettrica mostra timidi segnali di ripresa, ma in Italia ce ne sono ancora troppo poche a circolare sulle nostre strade. Il trend positivo, comunque timido, riguarda solo le compatte, mentre le vetture di fascia alta restano stagnanti a causa di prezzi ritenuti dai più ancora troppo elevati. La sostituzione del Diesel, ormai quasi scomparso, non ha prodotto benefici sulle emissioni medie di CO2, che rimangono oltre i 115 g/km, superiori anche ai livelli registrati nel 2015.
A livello europeo, la diffusione delle Bev resta piatta da oltre tre anni, nonostante l’incremento della rete di ricarica, l’aumento delle prestazioni, la riduzione dei prezzi e l’aumento della concorrenza. Il mercato risponde alla pressione normativa non con l’elettrico, ma con le auto ibride, segno di una transizione ancora timida.
Crisi del mercato auto a livello europeo
I problemi evidenziati non riguardano certo solo l’Italia. L’industria automobilistica europea si trova di fronte a un bivio: la combinazione tra vincoli normativi sempre più stringenti, domanda stagnante e instabilità geopolitica. La frammentazione dell’offerta, la bassa saturazione degli impianti e l’assenza di una visione unitaria minacciano la competitività del continente nel medio periodo.
Solo chi saprà ripensare la propria presenza geografica e commerciale, rivedere la catena del valore e investire in flessibilità potrà restare competitivo. Le sfide che si trovano già oggi ad affrontare i produttori europei o chiunque guardi al vecchio continente come ad un mercato di interesse, sono davvero complesse.