Decreto autovelox, ecco la stretta sui controlli: cosa succederà?
Sarà pubblicato tra pochi giorni in Gazzetta Ufficiale il Decreto Autovelox, dopo diversi anni di attesa. Esso tende a riformare una materia che aveva ben poco di chiaro. Che cosa succederà da adesso in avanti? Quali saranno i nuovi limiti e che cosa sarà necessario conoscere onde evitare sanzioni anche pesanti? Vediamolo in questo articolo.

Ricordiamo che la nuova normativa si applica ai dispositivi, ai sistemi di misurazione delle velocità ed alle postazioni di controllo sia di nuova installazione che esistenti, soltanto in riferimento alle situazioni in cui la violazione non sia immediatamente contestata. Le postazioni, pertanto, potranno essere collocate soltanto nel rispetto dei criteri della pianificazione operativa. Non saranno, quindi, più soltanto i singoli comuni a decidere, ma dovranno farlo in coordinamento con altri enti del territorio, ad esempio la provincia.
Da considerare come le apparecchiature debbano essere gestite dalle forze di polizia, che hanno anche il compito della validazione delle violazioni. I privati potranno avere attività minori come la stampa delle fotografie, le statistiche sulle violazioni, le attività di notifiche, pagamenti e di ricorsi.
Decreto autovelox postazioni mobili: cosa cambia nel dettaglio
Come prima cosa, il decreto autovelox prevede l’eliminazione e la disinstallazione degli autovelox che non sono conformi alle nuove regole. Comuni e province avranno 12 mesi di tempo per mettersi in regola. Sulle strade extraurbane, non potranno essere installati dispositivi mobili dove il limite di velocità sia inferiore a 20 km/h rispetto al massimo previsto dal Codice della Strada, salvo casi particolari. Non solo. Tra il segnale che impone il limite di velocità ed il dispositivo è necessaria la distanza di almeno un km. Tra due diversi dispositivi, sono necessari 4 km sulle autostrade e 3 km sulle extraurbane.
I dispositivi mobili sulle strade urbane potranno essere installate solo se il limite non è inferiore a 50 km/h e 30 km/h sulle urbane ciclabili. Tra due autovelox consecutivi, ci dovrà essere almeno 1 km di distanza nelle urbane di scorrimento, 500 mt per strade di quartiere ed urbane locali.
Postazioni fisse: cosa prevede il nuovo decreto?

Nelle extraurbane, sarà possibile usarli se il limite di velocità non è inferiore di oltre 20 km/h rispetto al Codice. La distanza tra il segnale del limite di velocità e la postazione fissa dell’autovelox deve essere di almeno 1 km. Diverso è il caso delle postazioni fisse su strade urbane. Qui il decreto autovelox prevede che, ove possibile, agli autovelox gli enti preferiscano i dossi rallentatori. Da non usare, poi, postazioni fisse nei luoghi in cui il limite di velocità sia troppo basso.
Si potranno usare, infatti, solo se il limite non è inferiore ai 50 km/h sulle strade urbane di scorrimento e 30 km/h sulle urbane ciclabili. Non inferiore a 30 km/h sugli itinerari ciclopedonali. Non sarà mai possibile attivarli su strade che hanno limite di 20 km/h, salvo determinati casi particolari. La distanza tra il segnale del limite di velocità e la postazione autovelox dovrà essere di almeno 200 m sulle strade urbane di scorrimento, almeno 75 m sulle altre strade.
Infine, la distanza minima tra gli autovelox dovrà essere di 500 metri almeno nell’ambito urbano e nelle zone di confine con l’ambito extraurbano.