Diesel Euro 5, il blocco delle vetture a gasolio è rimandato al 2027
Il Governo, attraverso l’approvazione di un decreto legge, ha deciso di far slittare la misura all’anno prossimo.

Gli automobilisti possono tirare un sospiro di sollievo, il blocco delle auto diesel Euro 5 non ci sarà. Il Consiglio dei Ministri ha approvato un nuovo decreto-legge che fa slittare ufficialmente di un anno il blocco della circolazione per le vetture Euro 5 alimentate a gasolio. La scadenza, originariamente prevista per il 1° ottobre 2026, è stata infatti spostata al 1° ottobre 2027 e riguarda quattro regioni del Nord Italia: Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna.
Una soluzione, quella del Governo, che sposta il limite temporale dello stop permettendo così agli automobilisti di avere più tempo per affrontare la spesa. Se ne riparlerà, quindi, il prossimo anno quando la misura diventerà effettiva e gli automobilisti dovranno adeguarsi alla nuova misura.
Niente blocco per le auto diesel Euro 5 fino al 2027
I proprietari di auto a gasolio immatricolate tra il 2011 e l’agosto del 2015, quindi, potranno continuare a circolare in Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna. La misura che voleva il blocco delle vetture nei comuni con oltre 30.000 abitanti., infatti, non si applicherà almeno fino all’autunno del 2027.
Il provvedimento trae origine dalle richieste dell’Unione Europea di attuare interventi strutturali per ridurre le emissioni di particolato (PM10) e biossido di azoto (NOx) nel Bacino Padano. La legge originaria, infatti, imponeva il divieto di circolazione oppure l’adozione di misure compensative di pari impatto ecologico. Già rinviato una prima volta al 2026, lo stop subisce adesso una seconda proroga pluriennale che sposta l’orizzonte normativo al 2027. Il rinvio della misura produrrà impatti differenti a seconda del territorio, soprattutto in virtù del fatto che, delle quattro regioni coinvolte, solo la Lombardia aveva confermato l’entrata in vigore del divieto per il 2026.

Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna, infatti, erano già corse ai ripari predisponendo da tempo piani alternativi per evitare il blocco totale. Nello specifico il Piemonte aveva deciso di puntare su incentivi per la mobilità ciclabile e sugli investimenti nei biocarburanti. Il Veneto, invece, aveva preferito posticipare l’accensione dei riscaldamenti e incrementare il ricorso allo smart working nella pubblica amministrazione. Mentre per quanto riguarda l‘Emilia-Romagna, oltre al rinvio dell’accensione degli impianti termici, la Regione aveva deciso di stanziare circa 10 milioni di euro per l’ammodernamento e la sostituzione delle caldaie più obsolete.
Resta da capire, alla luce del provvedimento governativo, se le singole amministrazioni locali confermeranno le proprie strategie compensative o se adegueranno la normativa regionale al nuovo termine statale. In ogni caso quella del rinvio del blocco delle auto Euro 5 alimentate a gasolio è una misura che riguarda una cifra importante di vetture nel nostro Paese. Secondo i dati rilevati dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, infatti, il parco circolante italiano conta complessivamente circa 3,5 milioni di automobili diesel Euro 5. Di queste, ben 1,2 milioni si trovano nelle quattro regioni interessate. Nella sola Lombardia la limitazione avrebbe colpito direttamente circa 500.000 automobilisti. Guidatori che, con lo stop della misura fino al prossimo ottobre, avranno più tempo per trovare una soluzione adeguata essendo così pronti ad affrontare la spesa per l’acquisto di un nuovo modello.