Euro 7, normativa su pneumatici: conterà anche il particolato

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Arrivano news per ciò che riguarda gli pneumatici Euro 7. Grazie alle nuove normative, saranno introdotte regole sulle emissioni che derivano dal particolato degli pneumatici, cioè dalle emissioni che derivano dal rotolamento delle gomme. Che cosa sta a significare e come potremo andare a misurare ciò? Ecco tutto ciò che è necessario sapere.

Euro 7, normativa su pneumatici: conterà anche il particolato
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Introdotta una nuova normativa per ciò che concerne gli pneumatici dell’Euro 7, come dicevamo sopra. Se è vero che molte cose sono rimaste simili rispetto all’Euro 6, è altrettanto vero che alcune cose sono state cambiate. Entro la fine dell’anno, infatti, sarà la Commissione Europea a dover produrre un rapporto per rivedere i metodi di misurazione per il particolato delle gomme.

Euro 7 e particolato gomme: come si potrà calcolare?

L’ultima proposta per le Euro 7 ed il particolato degli pneumatici riguarda un limite di 3 mg/km per i PM10. Ciò sta a significare il particolato con diametro che sia inferiore a 10 micron. Sono delle particelle davvero molto piccole, soprattutto se si pensa che, ad esempio, un capello umano ha addirittura un diametro di 50 o 60 micron. Gli effetti per il sistema respiratorio, però, possono essere davvero molto dannosi, anche se si tratta di particelle così piccole.

E’ senza dubbio la prima volta che una normativa pone dei limiti di questo genere. Si tratta, in sostanza, di una novità grande per tutte le aziende che producono pneumatici che, adesso, avranno a che fare con la legge. La Michelin, in ogni caso, è avanti con i tempi. Si stima, infatti, che già conduca degli studi sui particolati delle gomme già da almeno 20 anni. L’azienda, infatti, cerca di misurare i particolati con un macchinario che sembra una grande aspirapolvere ed un sistema di misurazione a “due stadi”.

Cosa dovranno fare le aziende per mettersi in regola

Euro 7, normativa su pneumatici: conterà anche il particolato
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Le aziende dovranno tenere conto che le misurazioni dovranno essere confrontate a livello di dati con i campioni prelevati direttamente dietro lo pneumatico. Ogni campione dovrà poi passare da un sistema di filtraggio che si trova dietro l’auto e che intrappola le particelle a seconda delle loro dimensioni. Le dimensioni potranno andare da un minimo di 6 nanometri (cioè 6 miliardesimi di metro) a  10 micron, l’unità di misura di cui abbiamo parlato sopra. Si passa, quindi, alla separazione attraverso un processo di pirolisi che serve ad identificare la fonte delle particelle in ogni filtro, isolando quelle che provengono dalle gomme. Il campionamento finale permetterà di quantificare in base alle dimensioni la proporzione della particella.

L’azienda Michelin, dal canto proprio, conferma di produrre meno dell’1% del PM10, nonché meno dello 0,6% del PM2,5 totali. L’azienda, inoltre, condivide la progettazione delle proprie attrezzature con il resto dell’industria del settore. Da considerare, inoltre, come l’associazione europea dei produttori di pneumatici e gomma abbia in programma, nel corso dell’anno 2024, di condurre studi appositi su larga scala. Le aziende avranno tempo fino al 1 gennaio 2025 per mettersi in regola, al fine di evitare sanzioni che potrebbero essere anche molto pesanti. L’obiettivo è quello di ridurre l’impatto ambientale del trasporto su strada, contribuendo così agli obiettivi di sostenibilità e di riduzione delle emissioni per l’UE entro il 2030.