Ferrari 12Cilindri Manuale, la Gran Turismo tra tradizione e innovazione
Il modello, in edizione limitata a 1.499 esemplari, porta al debutto il sistema Manuale by-wire: ecco come è fatta.

Ispirarsi al passato ma guardare costantemente al futuro. Deve essere stato questo il pensiero di Ferrari nel creare il suo ultimo modello in edizione limitata. Si tratta, infatti, della nuova Ferrari 12Cilindri Manuale, vettura in serie limitata a soli 1.499 esemplari al prezzo di 590.000 euro ciascuno, che porta al debutto il nuovo sistema concepito in-house da Ferrari Manuale by-wire che garantisce l’esperienza di guida tipica di un cambio manuale mantenendo al contempo tutti i vantaggi del DCT Ferrari, stabilendo così un’interazione ancor più diretta tra pilota e vettura.
Una novità, quella firmata dalla casa del Cavallino che reinventa il cambio con un innovativo sistema by-wire e che permette così di dare vita a una vettura che mixa alla perfezione tradizione e innovazione unendo la tradizione delle emozioni di guida tipiche delle Gran Turismo Ferrari degli anni Cinquanta, Sessanta e Settanta alla più evoluta tecnologia contemporanea.
La nuova Ferrari tra passato e futuro
L’ultima Ferrari stradale con il cambio manuale fu, nel 2012, la California. Da allora in poi la classica trasmissione sembrava essere stata definitivamente archiviata da Ferrari, sostituita dalla maggiore efficienza e rapidità dei cambi a doppia frizione. Ma adesso, con la nuova Ferrari 12Ciindri Manuale, il ritorno al passato, seppur in chiave moderna. La vettura, infatti, è dotata di un sistema in cui non c’è alcun collegamento fisico o meccanico tra la leva del cambio, il pedale della frizione e il pacco frizioni vero e proprio: ogni input viene gestito da centraline, sensori e attuatori elettronici. Il capolavoro degli ingegneri modenesi è stato proprio quello di nascondere alla perfezione tutta questa elettronica, per far vivere al guidatore delle sensazioni puramente meccaniche.

Ovviamente questa novità ha portato altre soluzioni ispirate a un passato non così lontano ma che sembrava ormai essere in disuso. Tra queste, sul tunnel metallico, l’iconico cancelletto metallico con i sei innesti tradizionali e la retromarcia posizionata in alto a sinistra. Mentre settima e ottava marcia non sono presenti nell’uso manuale per preservare la classica geometria della griglia. Ma restano disponibili quando si decide di guidare in modalità automatica. Il pomello della leva, inoltre, è in alluminio anodizzato ricavato dal pieno ed è retroilluminato per indicare i rapporti o la modalità attiva in quel momento.
Altrettanta attenzione, come per le vetture con cambio manuale, è stata riservata al pedale della frizione. Attraverso un complesso sistema di molle, camme e rulli, Ferrari è riuscita a riprodurre la progressione di carico e il punto di stacco di una frizione tradizionale, pur affidandosi esclusivamente a un sensore di posizione che dialoga con la centralina del cambio DCT.
A muovere l’auto, infine, e non poteva essere altrimenti visto il nome della vettura, si trova il motore V12 aspirato da 6,5 litri. Capace di erogare 830 CV e 678 Nm di coppia massima, arrivando fino a 9.500 giri al minuto. Accoppiato, ovviamente, a quella che è la vera novità di questo modello, ossia il cambio a doppia frizione a otto rapporti che rivoluziona l’interfaccia uomo-macchina.