Il fascino dell’Appennino Tosco-Emiliano: 5 giorni tra boschi e borghi antichi

Alessia Bartiromo
  • Giornalista
29/05/2025
Tempo di lettura: 8 minuti

Suggestivo itinerario in vista dell’estate alla scoperta delle incredibili bellezze incontaminate dell’Appennino Tosco-Emiliano tra boschi e antichi borghi. Un’esperienza unica adatta a tutta la famiglia allontanandosi dal caos cittadino e lasciandosi avvolgere dalle grandi bellezze di un territorio che non smette mai di sorprendere. 

Appennino Tosco-Emiliano
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Staccare la spina e allontanarsi da tutto per vivere un indimenticabile on the road in auto, insieme agli amici, alla famiglia o alla propria dolce metà. Ma come scegliere la meta giusta? Troppo facile proporre grandi metropoli o città d’arte. Per l’appuntamento odierno con il nostro itinerario, abbiamo deciso di proporre una meta diversa, completamente immersa nella natura e meno nota in Italia. Si tratta di una zona particolarmente suggestiva, nel cuore di due bellissime regioni tra borghi arroccati, natura incontaminata, corsi d’acqua, storia e tradizioni. Si tratta dell’Appenino Tosco-Emiliano, pronto per regalare numerose sorprese in un viaggio perfetto in ogni periodo dell’anno.

Alla scoperta del fascino dell’Appennino Tosco-Emiliano: itinerario e cosa vedere

L’Appenino Tosco-Emiliano comprende una splendida zona a cavallo delle due omonime regioni, estendendosi dalle valli emiliane fino al mare toscano. Con le sue vette arriva fino ai 2000 metri d’altezza, regalando temperature più rigide d’inverno e molto piacevoli dalla primavera, perfetto per staccare la spina e concedersi un bellissimo relax tra attrazioni da visitare, paesini incantevoli, natura e tanta storia. I borghi che si incontrano sono considerati tra le i più belli d’Italia, non annoiando davvero mai. Il nostro itinerario in auto dura 5 giorni con spostamenti agevoli, cercando di toccare più luoghi di diverse zone e conoscere tutta la varietà che questa porzione d’Italia offre.

Primo giorno: Bobbio

Appennino Tosco-Emiliano
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Il nostro itinerario alla scoperta dell’Appennino Tosco-Emiliano inizia dalla meravigliosa Bobbio, uno dei centri più belli d’Italia che si trova nel cuore dell’Emilia-Romagna. C’è davvero tantissimo da ammirare in 24 ore, per un tuffo nel passato e nella sua storia. Si tratta di un meraviglioso borgo medioevale quasi totalmente in pietra immerso nella natura, noto nel VII secolo per l’arrivo di San Colombano, facendolo diventare meta di pellegrini e fedeli. A lui fu dedicata l’Abbazia di San Colombano, costruita nel 614, che ospita le spoglie del Santo nella cripta e che è ancora tra i simboli cittadini. Nello splendido Chiostro ha preso vita il Museo della città di Bobbio, dove ricostruire la sua storia con numerosi reperti e aneddoti.

Tra le attrazioni imperdibili figura il Ponte Gobbo che dal tardo pomeriggio, illuminato, diventa davvero suggestivo. Lungo 273 metri, è composto da numerosi archi irregolari e la leggenda narra che sia stato costruito dal Diavolo. Sembra che sia quello che è rappresentato alle spalle della Gioconda, rendendo il mistero ancor più fitto. Molto particolare anche il Castello di Malaspina-Dal Verme, che regala un bellissimo panorama sulla vallata e sul borgo, così come il Monastero di San Francesco, con due chiostri antichi che contornano l’altissima torre campanaria.

Secondo giorno: Canossa

Appennino Tosco-Emiliano
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Percorrendo l’A1 e la E55 per 140 chilometri, in due ore si giunge a Canossa, altro borgo imperdibile del nostro on the road alla scoperta dell’Appenino Tosco-Emiliano. Ci troviamo ancora in Emilia, precisamente al confine tra la provincia di Parma e quella di Reggio Emilia, contornata dal polmone verde della Val d’Enza. L’attrazione più imponente che svetta subito al primo sguardo è proprio il Castello di Canossa, importantissimo nei rapporti tra Impero e Papato tra 1000 e 1100. Attualmente in gran parte è solo un rudere, ospitando nell’area che è resistita il Museo Nazionale Naborre Campanili, con numerosi reperti e testimonianze dell’epoca come un’importante fonte battesimale.

Per gli appassionati di bici, trekking e passeggiate, è possibile stare a contatto con la natura e visitare tutta la zona tramite il Sentiero Matilde, tra i più suggestivi dell’Appenino, che regala uno sguardo privilegiato sulla valle, i borghi circostanti, parchi, ville e natura. A Canossa non è importante solo la storia ma anche le tradizioni enogastronomiche come la produzione del buonissimo Parmigiano Reggiano insieme a numerosi vini di produzione locale da approfondire con visite in cantina e nei vari vigneti. Per chi ha la fortuna di recarsi in questo borgo a settembre, si può vivere la Rievocazione Storica del borgo, momento molto suggestivo tra musiche e abiti d’epoca.

Terzo giorno: Bardi

Appennino Tosco-Emiliano
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Da Canossa si imbocca la SP28 per 78 chilometri e in circa un’ora e mezza si giunge a Bardi, in provincia di Parma. Anche in questo caso si tratta di uno dei borghi medioevali più belli d’Italia, tutto in ciottoli tra stradine arroccate, botteghe artigiane e ristorantini tipici. Si respira un’atmosfera d’altri tempi, lontani dal caos cittadino, con tanto da vedere. Si inizia dal meraviglioso Castello Landi, che racconta la storia della città in particolare nei vari ambienti come la Sala delle Torture, il giardino, il cortile e le stanze. All’interno sono presenti anche il Museo della Società Valligiana e il Museo della Fauna e del Bracconaggio, visitabili con lo stesso ticket del castello.

Le chiese sono parti integranti di Bardi: tra le più belle figurano Santa Maria dell’Addolorata con numerose opere all’interno dipinte dal Parmigianino, l’oratorio di Santa Maria delle Grazie e San Siro, completamente in stile romanico e diversa rispetto alle precedenti. Il giro di Bardi prosegue per gli amanti della natura con la possibilità di numerose escursioni verso la val Lecca, in val Tonicina e ai monti Ragola, molto vicini dalla città e che offrono la possibilità di grande relax, passeggiate, trekking e birdwatching. Anche in questo caso le tradizioni enogastronomiche sono impeccabili tra salumi, formaggi, vini pregiati e l’amatissima carne di cinghiale.

Quarto giorno: Bagnone

Appennino Tosco-Emiliano
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Prima di proseguire con il nostro itinerario, è bene fare una sosta per controllare la pressione delle gomme e i livelli di benzina. Si può poi proseguire sulla Sp21 verso sud per 75 chilometri e in un’ora e mezza si giunge a Bagnone, borgo nel cuore della Toscana, nella provincia di Massa-Carrara. L’ambiente circostante cambia completamente: ci troviamo nel Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano e i colori sono intensi, così come i profumi. La città è ancora lontana e si passeggia a piedi, rapiti dalle bellezze cittadine. Tra queste l’immancabile Castello, situato al centro del borgo, interamente in pietra, di proprietà un tempo dei Malaspina. Poco distanti il Ponte nuovo e Ponte vecchio che ne sugellano i confini, dove passa l’omonimo fiume.

Camminando verso il centro, si incappa in Villa Quartieri, un’antica costruzione signorile con un ampio giardino che spesso ospita convegni e grandi eventi per la sua bellezza. Molto visibile la Chiesa del Castello, con la sua altissima torre campanaria, costruita intorno al 1000 e tra le più belle in città insieme alla Chiesa di San Niccolò e quella di Santa Maria di Bagnone. Molto interessante il Museo Archivio della Memoria, con un’ampia documentazione del passato e del presente della zona.

Quinto giorno: Castelnuovo di Garfagnana

Castelnuovo di Garfagnana
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Per l’ultimo giorno del nostro splendido itinerario alla scoperta del fascino dell’Appenino Tosco-Emiliano, ci rechiamo in un luogo davvero immancabile quando si parla dei borghi più belli della zona. Imbocchiamo la E33 verso sud per soli 70 chilometri e si giunge agevolmente a Castelnuovo di Garfagnana, che lascerà senza parole per la sua magia. Una cittadina ricca di storia, arte ma completamente immersa nella natura, rappresentando al meglio il territorio della Garfagnana. Il tour a piedi prende il via dalla Rocca Ariostesca, dove si può trovare anche l’interessantissimo Museo Archeologico. Alzando lo sguardo si scorge la Fortezza di Sant’Antonio ben presente sulla rocca, splendida non solo per il panorama che regala ma anche per la sua storia di battaglie e conquiste.

Si torna nel cuore del centro storico con il Duomo dei Santi Pietro e Paolo che risale al 1500, ricostruita sulle spoglie dell’antica struttura di influenza romanica. Il giro dei luoghi sacri prosegue con il Convento di San Giuseppe, il cui interno vanta numerose opere d’arte come lo “Sposalizio della Vergine” di Guido Reni e “San Francesco che riceve le stimmate” del Guercino. Spazio anche al relax con uno splendido Chiostro con numerose specie di piante e fiori provenienti da tutto il mondo. Da visitare anche il Teatro Alfieri, dedicato al poeta Vittorio Alfieri edificato nel 1800 e il suggestivo Ponte di Santa Lucia interamente in pietra, che collega i due lati del borgo bagnato dal fiume Serchio.

Alla scoperta del fascino dell’Appennino Tosco-Emiliano: immagini e foto