Intelligenza artificiale: l’auto potrà leggere le nostre emozioni?
Grazie all’intelligenza artificiale, l’autovettura che guidiamo potrà leggere le nostre emozioni? La risposta sembra essere affermativa. E’ possibile, infatti, che prima o poi si arrivi a definire lo stato psicofisico del guidatore, appunto grazie all’avvento dell’AI.

Sappiamo bene ormai che con l’intelligenza artificiale si può fare molto. Al contrario di ciò che si crede, essa non rappresenta un qualcosa di recente, ma di un qualcosa in continuo sviluppo, nato addirittura circa 30 anni fa. Ciò è avvenuto grazie ad un percorso a tappe, con i primi sistemi elettronici di sicurezza. Con le auto, il mercato dell’IA vale circa 3 miliardi di dollari. Ma è possibile che le vetture del domani possano leggerci nella mente?
Intelligenza artificiale e auto: un binomio perfetto
La nascita di chatbot come ChatGPT è uno degli ultimi passi che possono portare a trasformare la nostra esperienza di guida. L’intelligenza artificiale, ormai, si lega strettamente alle vetture. Essa permette, infatti, di superare le complessità tecnologiche ed offre, come obiettivo, quello di avere un interfaccia tra uomo ed automobile sempre più personalizzabile e più facile da gestire. Le case automobilistiche, infatti, già da molto tempo si sono messe al lavoro, al fine di raggiungere determinati standard di sicurezza, ma anche di comfort, sempre più elevati, consentendo la massima tranquillità durante il viaggio.
E’ comunque vero che l’industria dell’automobile, ad oggi, usa ben poco l’intelligenza artificiale. Si pensa, ad esempio, che lo facciano soltanto il 20 o 30% delle case automobilistiche di tutto il mondo. Si stima, però, anche che entro il 2030 si arriverà addirittura ad una percentuale del 100%. Per tenersi al passo con i tempi, dunque, nei prossimi anni, le case automobilistiche dovranno spendere diversi soldi nella ricerca e sviluppo: le stime arrivano a circa 70 miliardi di dollari da spendere in questo ambito.

Gestire le emozioni con l’IA
Si prevede come la guida diventi sempre più semiautonoma, con sistemi di guida che saranno drive by wire, cioè con collegamenti non più meccanici, bensì via cavo. Ancora, vi saranno impianti multimediali con riconoscimento facciale dei passeggeri, ma anche comandi gestuali attivabili attraverso movimenti del nostro corpo, assistenza vocale interattiva, climatizzazione biometrica, cioè che si basa sulla temperatura corporea dei passeggeri. La domanda è, dunque la seguente.
Sarà possibile che l’intelligenza artificiale riconosca le nostre emozioni? Per alcuni esperti, sicuramente sì. Le vetture saranno in grado di leggere e di interpretare il nostro stato psicofisico, ad esempio grazie alle nostre risposte emotive. Potranno, pertanto, consigliare ai passeggeri delle soluzioni per migliorare l’esperienza a bordo della vettura. Se fino a poco tempo fa tutto questo sembrava impossibile, adesso non lo è più.
Le vetture saranno quasi, quindi, “pensanti”, cioè in grado di interagire con il guidatore. Potranno elaborare delle informazioni e potranno apprendere molto dalle abitudini di ognuno di noi. E’ pur vero che, per andare a soddisfare tutte queste esigenze, sarà necessaria molta capacità di calcolo, ma anche tantissima energia elettrica. Le batterie che dovranno essere da supporto, pertanto, dovranno essere sempre più capienti, al fine di soddisfare il tutto.