La Porsche Cayenne GTS in cima al mondo: tappa a Reykjavik

Dopo tante tappe piuttosto intense la giornata di oggi 18 aprile è  stata tra le più tranquille in strada, almeno dal punto di vista dei chilometri percorsi, “solo” 356. Dopo una lauta colazione all’hotel Geirland di Kirkjubaejarklaustur siamo montati in macchina sotto una fitta nevicata e ci siamo diretti verso ovest sulla 1. Abbiamo attraversato le bellissime distese rocciose di Fjardragljufur che con il manto nevoso hanno assunto un aspetto ancora più suggestivo. Continuando per la 1 siamo arrivati a Vik, dopo abbiamo fatto una sosta carburante e poi via verso le cascate di Skogafoss, alte 69 metri. Secondo la leggenda Prasi, il vichingo che si stabilì a Skogar, il paesino vicino le cascate, nascose uno scrigno pieno di monete d’oro in una grotta dietro la cascata; tanti furono i tentativi di recuperarlo e apre che un giovane riuscì nell’impresa: legò un’estremità di una corda e riuscì a strappare un anello da un lato dello scrigno prima che questo scomparisse di nuovo. Tale anello fu appeso come battente sulla porta della chiesa e adesso è orgoglio del museo locale.

Dopo essermi arrampicato fino sulla cima delle cascate sono ritornato in macchina e insieme agli altri ci siamo diretti a Geysir, il più  antico geyser conosciuto, che dà il nome a tutti gli altri. Un posto particolare, con nebbioline che si levavano dal sottosuolo e corsi d’acqua tiepida e calda che scorrevano dappertutto. Siamo stati fortunati e abbiamo trovato il geyser Stokkur, uno dei più noti in Islanda, nonché il più grande, in grande attività e siamo riusciti a filmarlo mentre eruttava getti di vapore e acqua bollente.  Non è facile trovare al mondo i geyser: solo in Islanda, Cile, Argentina, Stati Uniti, Nuova Zelanda e Cile vi sono questi tipici getti di acqua calda e vapore.

Lì vicino ci siamo poi persi nell’immensa cascata di Gullfoss dove mi sono letteralmente perso nell’enorme portata delle acque. Se non fosse stato per il programma, e per la nevicata che di lì a poco ci ha colto, sarei rimasto in quel luogo magico.

Puntando verso la capitale siamo passati nel parco di Pingvellir, uno dei patrimoni dell’umanità dell’Unesco. Purtroppo la nevicata si è fatta sempre più fitta ed era difficoltoso anche viaggiare con le macchine. Tutto intorno a noi era bianco e non si riusciva quasi più a distinguere la strada, questo ci ha fatto desistere dal visitare una enorme fossa tettonica tra la gola di Almannagjà e Hrafnagjà, raggiungibile solo a piedi. Viste le impervie condizioni meteo abbiamo deciso di dirigerci verso Reykjavik dove nel pomeriggio sono atterrati gli altri nostri quattro compagni di viaggio. Siamo giunti in hotel e continuava ancora a fioccare. È stato strano vedere una grande città (Reykjavik ha 120mila abitanti) dopo aver trascorso tanto tempo – e tanta strada – in zone dove era davvero difficile incontrare persone e dove il paese assumeva forma con una decina di case e un market. In hotel ci siamo incontrati con Roberto, Paolo, Fabrizio ed Eugenio. Cena di rito e pronti a ripartire.

Questa volta non sarò più solo in macchina. Un po’ mi spiace che la Porsche Cayenne GTS non sia più solo per me, ma in realtà sono contento di potermi dedicare più ai panorami e alle foto, stavolta però dalla parte del sedile passeggiero.

Domani via verso nord alla scoperta degli archi di basalto ad Arnarstapi e poi in mezzo al paesaggio lunare di Fellstrond. L’Artic Route Adventure 2013 è davvero magnifico!

isla

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