La Toscana francese da scoprire: 5 giorni tra i colori e i profumi della Provenza
Alla scoperta delle bellezze incontaminate della Toscana Francese con un suggestivo on the road tra i colori e i profumi della Provenza. Paesaggi unici e borghi da scoprire per un viaggio perfetto per tutta la famiglia con spostamenti comodi e tanto relax, insieme a una full immersion tra le tradizioni e la cultura di una terra meravigliosa.

L‘estate è ormai vicinissima e aumenta la voglia di vivere giornate spensierate a contatto con la natura e i paesaggi più belli. Può diventare proprio questo la molla per la scelta di un viaggio perfetto, pensando a un itinerario che includa borghi suggestivi da scoprire, grandi tradizioni culturali ed enogastronomiche ma al contempo anche attrazioni, divertimenti e sorprese. Tutto ciò è possibile in Provenza, considerata dai più la Toscana francese con i suoi profumi e colori inconfondibili, per un on the road davvero imperdibile.
Alla scoperta della Scoprire la Toscana francese con i profumi della Provenza
La Provenza è una delle regioni più suggestive e particolari d’Europa e della Francia, inconfondibile con i campi di lavanda e con gli spettacolari borghi arroccati. Lì dove la quotidianità scorre lentamente e senza stress ben lontani dall’overtourism, è possibile una full immersion tra tradizioni, profumi e colori per vivere un on the road davvero speciale. Il nostro itinerario è perfetto tutto l’anno ma a ridosso dell’estate è ancor più magico, approfittando dei campi in fiore che regalano un colpo d’occhio unico. La durata è di 5 giorni con spostamenti comodi da nord al sud della regione, con ogni tappa che lascerà davvero di stucco il viaggiatore.
Primo giorno: Avignone

Il viaggio nella Toscana francese non può che iniziare da una delle città più ricche di attrazioni e rappresentative della Provenza. Si tratta della magnifica Avignone, nota anche come la città dei Papi. Nel 1307 infatti, il Pontefice e il suo staff sostarono proprio nella cittadina, approfittando della maggiore quiete rispetto a Roma, facendola diventare un centro molto ricco e importante. Iniziò così la costruzione dello splendido Palazzo dei Papi, insieme al vicinissimo Piccolo Palazzo meno noto a che vanta opere molto note che portano la firma di artisti del calibro di Botticelli. Per un altro tuffo nell’arte, è super consigliata la galleria Angladon, che ospita i dipinti dal 1700 al 1900 di Van Gogh, Picasso, Modigliani, Degas, Manet e Cézanne.
Tra gli altri simboli della città figura il meraviglioso Ponte di Bénézet, attualmente dismesso. Originariamente infatti, era lungo 900 metri e aveva 22 archi, ridotti nell’epoca moderna a meno della metà. Resta però visitabile, per un colpo d’occhio speciale, considerato Patrimonio dell’Unesco. Un altro luogo immancabile nella visita è la Cattedrale di Notre-Dame-Des-Doms, con due statue maestose e ben evidenti: la prima è quella della Madonna alta ben 6 metri per 4500 chili insieme a quella della Vergine Maria con le mani giunte intenta a pregare. Altri due luoghi iconici sono Place de l’Horloge e il mercato de Les Halles, con quest’ultimo cuore dello street food locale. A 25 minuti da Avignone è possibile visitare lo splendido Pont du Gard, una meraviglia ingegneristica altresì Patrimonio dell’Unesco.
Secondo giorno: Gordes

Da Avignone imbocchiamo la D900 per 40 chilometri e in 45 minuti si giunge molto agevolmente a Gordes, uno dei centri più belli e caratteristici di tutta la Provenza. La sua grandissima particolarità è la posizione geografica: il borgo è completamente arroccato nella pietra, assumendo i toni più chiari e dalla cima del campanile si può godere di un panorama stupendo. La sua piazza centrale fu set del film “Un’ottima annata” di Russell Crowe e da lì ebbe un boom incredibile, con numerose turisti che ogni anno la scelgono come meta di viaggio. C’è tantissimo da vedere, iniziando dal Castello di Gordes risalente al X secolo, poi ristrutturato durante il Rinascimento.
Come dicevamo, il cuore di Gordes è la piazza Genty Pantaly, luogo ideale per sorseggiare una bibita, chiacchierare, scattare una bella foto davanti all’iconica fontana. Il martedì è dedicato al mercato con lo street food, l’artigianato e le eccellenze locali, senza dimenticare la lavanda, i profumi tipici e i saponi. Celata dal mistero, poco lontana c’è la Cappella dei Pénitents Blancs: la leggenda narra che sia stato un luogo di riunione di confraternite segrete nel XVII secolo. Imperdibile anche la Cantina del Palazzo di Saint Firmin, un particolare labirinto sotterraneo, completamente visitabile, con numerosi reperti archeologici raccolti. Al tramonto ci si può allungare all’Abbazia di Sénanque, che si affaccia su uno dei campi di lavanda più belli di tutta la regione.
Terzo giorno: Lourmarin

Per proseguire sulla Toscana francese, da Gordes si imbocca la D36 per 30 chilometri e in soli 40 minuti giungiamo a Lourmarin, un altro borgo molto caratteristico e unico nel suo genere. Incarna a pieno lo spirito della Provenza: lunghi campi di lavanda, stradine di ciottoli, natura incontaminata, profonde tradizioni enogastronomiche e tantissima arte. Si tratta di una meta meno conosciuta ma che vale davvero la pena di essere vissuta, a partire dal Castello di Lourmarin, donato alla città dal suo ultimo proprietario che lo ha salvato dalla distruzione. Perfettamente diviso nella parte Medioevale e in quella Rinascimentale, è possibile visitarlo tutti i giorni per un tuffo nella storia.
Un altro luogo imperdibile è il cimitero monumentale, che ospita le tombe di due famosissimi artisti. Si tratta del Premio Nobel Albert Camus e Henri Bosco, vere e proprie destinazioni da parte dei turisti di tutto il mondo. Passeggiare tra le stradine della cittadina è un’esperienza immersiva, tra i colori, i profumi e i sapori. Una pausa di gusto è più che immancabile tra agnello, pesce, i vini rosati tra le eccellenze della zona, l’iconica ratatouille e i dolci come la tarte tropézienne. Un’altra bellezza da scoprire è la Torre, ben visibile da ogni punto della città, rinominata la “scatola del sale” per la sua particolarissima forma.
Quarto giorno: Aix-en-Provence

Prima di proseguire con il nostro itinerario, è bene fare una sosta per controllare i livelli di benzina e la pressione delle gomme. Si può poi imboccare la D543 per 40 chilometri e 45 minuti, giungendo questa volta a Aix-en-Provence, uno dei centri più noti della Toscana francese. Si tratta di una cittadina molto elegante e diversa dalle altre, con tanto da vedere e celando una profonda storia tra arte e tradizioni. Si inizia da Cours Mirabeau che ospita lo splendido atelier di Cézanne, situato all’interno della sua abitazione. Si prosegue poi per la città vecchia, una zona interamente pedonale ricca di negozietti artigianali e di souvenir, boutiques e ristorantini tipici che arriva a Cours Mirabeu.
Per una pausa di relax è bene visitare Parco Jourdan, inaugurato nel 1935 come polmone verde cittadino dove si può passeggiare a piedi o in bicicletta, leggere un buon libro tra i busti dei personaggi francesi più noti come Emile Zola. Per gli amanti dell’arte, una sosta è doverosa al Museo Granet, situato nel Palazzo di Malta e che vanta opere di Picasso, Giacometti e Rembrandt. Particolarmente bella anche la Cattedrale di Saint-Sauveur, che mescola lo stile romanico e gotico per un colpo d’occhio eccezionale. Una sosta di gusto anche qui è doverosa: come non provare i buonissimi dolcetti calissons, tra le prelibatezze della zona. La giornata infine, può terminare con uno sguardo al Monte Saint-Victoire e ai suoi campi di lavanda in fiore.
Quinto giorno: Moustiers-Sainte-Marie

Per l’ultimo giorno del nostro itinerario nella Toscana Francese imbocchiamo la A51 per lo spostamento più lungo dell’on the road. Ben 89 chilometri per un’ora e mezza di percorrenza che ci portano a Moustiers-Sainte-Marie, l’ultima tappa del nostro itinerario. Si tratta di un borgo molto suggestivo in una valle alle pendici delle montagne, cambiando completamente territorio e ambientazione rispetto ai precedenti. Una delle sue produzioni più note è quella della ceramica, esportata in tutta Europa e nel mondo, un vero e proprio gioiello tra tradizioni ed eccellenze. Non è un caso che al centro ci sia il Museo della Terracotta proprio a spiegare quest’arte così unica, con reperti e oggetti davvero molto antichi.
Alle sue spalle la roccia, poco lontano fiumi, cascate, ulivi e gli immancabili campi di lavanda, per un luogo versatile e ricco di sorprese. Tra le due estremità della cittadina c’è una stella sospesa con una leggenda molto suggestiva. Si narra che un cavaliere aveva fatto la promessa di posizionarla lì se fosse riuscito a tornarvi dopo una crociata. Ci riuscì, simboleggiando la resilienza del popolo. Non è una caso che la stella d’oro sia stata più volte colpita da fulmini e intemperie ma resiste a ogni fenomeno. La passeggiata prende il via dalla Cappella di Notre-Dame-de-Beauvoir, particolarmente difficile da raggiungere. Bisogna salire ben 262 scalini, divisi in 14 stazioni per riposare e godersi la storia di quel cammino, un tempo di penitenza. Infine, per una foto davvero magica si può raggiungere il Belvedere di Tréguier che darà il giusto arrivederci alla magnifica Provenza.