L’Artic Route Adventure saluta l’Islanda: si torna a casa!

Ero molto emozionato per la giornata di oggi, che si preannunciava molto intensa tra balene, cascate e sterrati, e invece arrivo alla sera con un tantino di delusione, forse acuita dal fatto che questa sarà  l’ultima sera dell’Artic Route Adventure 2013 in Islanda.

Sveglia, come di consueto, presto e via verso la baia di Husavik per il Whale Watching. La signorina al gabbiotto di preimbarco ci dice che oggi farà molto freddo, ci sarà vento forte in mare aperto e, ciliegina sulla torta, nel frattempo si è messo anche a nevicare. Per essere pronti alle tre ore di mare aperto in cerca delle balene ci siamo bardati di tutto quanto avevamo portato con noi: calzamaglia, maglioni pesanti, guanti, sciarpe, cappelli e inoltre sulla barca erano a disposizione delle tute simil-scafandro impermeabili che alcuni di noi hanno indossato. Abbiamo attraversato tutta la baia alla ricerca di un qualche indizio di balena ma non c’è stato nulla da fare, non siamo riusciti a vedere niente rimanendo tre ore impalati con lo sguardo verso l’orizzonte con l’unico risultato di avere mani e piedi congelati. Come compagni di viaggio sulla barca avevamo una famiglia allargata di francesi (una decina di persone tra cui 4 bambini) che dopo pochi minuti si sono sentiti male e hanno passato tutto il resto della traversata stesi sul ponte coperti da tele cerate. Tanta fatica per nulla!

Tornati sulla terraferma ci siamo fermati in una pasticceria-panificio per uno spuntino e per trovare un po’ di calore, poi siamo partiti per Myvatn, un lago situato in una zona di vulcani attivi. Abbiamo visto i classici sbuffi di vapore nel terreno, enormi piscine con acqua termale a varie temperature e un paesaggio che ricorda molto la luna con grandi crateri e distese rocciose, con la neve che aggiungeva  al tutto un tocco di autenticità. Qui abbiamo fatto alcune foto e video e abbiamo provato, o meglio, riprovato, la nostra Cayenne su alcuni sterrati fangosi e nevosi.

Il programma del pomeriggio prevedeva la visita alla cascata di Dettifoss, una delle più grandi di tutta l’Islanda. Ma la fortuna non è stata con noi e le uniche due strade per arrivare al luogo indicato erano chiuse. Abbiamo inutilmente provato a percorrerle, almeno per i primi chilometri, per vedere se la situazione fosse migliorata, ma la neve era troppo alta e continuare avrebbe significato impantanarsi in qualche cumulo di neve. Risultato: retromarcia e via verso Egillstadir, dove ci aspettava la Guesthouse per la cena e pernottamento. Durante i 140 km di strada abbiamo fatto qualche piccola deviazione, giusto per testare per le ultime volte la Cayenne sugli sterrati d’Islanda. Ora un po’ di tepore, una meritata doccia, e poi tutti a cena per tirare le prime somme di questa incredibile esperienza. Domani infatti Eugenio e Fabrizio, i colleghi di Auto & Fuoristrada e del Gruppo RCS, ci saluteranno, andranno in aereo a Reykjavik e poi voleranno verso le loro destinazioni, mentre io, insieme ai 4 del Porsche Club Marche, trasborderò le Cayenne fino in Danimarca e poi in Italia. Domani sera infatti alle 21 salperemo per Hirtshals passando per le isole Far Oer, compiendo a ritroso lo stesso percorso fatto all’andata.

Non resta che godersi l’ultima serata qui in Islanda davanti a un piatto caldo e ad una buona compagnia.

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