Lazio misterioso: viaggio in auto tra paesi fantasma, cunicoli e ville maledette

Davide Bernasconi
  • Giornalista
22/07/2025
Tempo di lettura: 6 minuti

Una tre giorni misteriosa girando per i luoghi più strani e misteriosi del Lazio, guidando nella notte, per correre brividi particolari. Cosa vedere di strano. 

Lazio misterioso: viaggio in auto tra paesi fantasma, cunicoli e ville maledette
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Il Lazio è terra di papi, storia romana e borghi medievali arroccati. Ma sotto questa bellezza antica si nasconde una rete di luoghi abbandonati, leggende oscure e costruzioni maledette, che diventano ancora più potenti e suggestive quando calano le tenebre.

Questo itinerario notturno porta il guidatore in una spirale di mistero, inquietudine e meraviglia, tra curve che tagliano il silenzio e paesi sospesi nel tempo. Tre tappe, tre luoghi emblematici, per un viaggio da cui non si torna uguali.

Lazio misterioso: viaggio in auto tra paesi fantasma, cunicoli e ville maledette
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Partenza: I Castelli Romani e il borgo dimenticato di Craco dei Castelli

Partenza serale da Roma, direzione sud-est. I Castelli Romani sono ben noti per i laghi, il vino e le ville storiche. Ma pochi sanno che tra questi rilievi vulcanici si nasconde un piccolo paese, svuotato dagli anni e dalla terra instabile, che in molti chiamano “il Craco del Lazio”, per analogia con il più famoso borgo lucano abbandonato.

Non c’è un nome preciso sulle mappe ufficiali, ma localmente è noto come Colle Sant’Alessandro, una frazione in rovina tra Monte Compatri e Rocca Priora. Le abitazioni, costruite su un versante fragile, sono state evacuate tra gli anni ’60 e ’80. Oggi restano solo i muri, le imposte sbilenche e i silenzi infiniti.

Al volante

La strada si arrampica in tornanti stretti, tra querce e noccioli. Dopo l’ultima curva, la civiltà scompare. L’unico suono è il motore, che si spegne appena si parcheggia ai margini del borgo. Non ci sono lampioni, né rumori. Solo la luce dei fari che taglia il buio tra i ruderi.

Chi osa scendere può aggirarsi tra le case abbandonate, ma deve fare attenzione: i pavimenti sono instabili, e la sensazione costante è di essere seguiti. Alcuni raccontano di porte che si chiudono da sole, o ombre che attraversano le stanze senza suono.

Tappa 2: Soriano nel Cimino e i cunicoli del tufo

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La notte prosegue in direzione nord, verso la provincia di Viterbo. L’auto attraversa strade strette, circondate da boschi antichi, fino ad arrivare a Soriano nel Cimino, borgo medievale arroccato tra i Monti Cimini.

La cittadina, già affascinante di giorno, nasconde un lato oscuro: una fitta rete di cunicoli sotterranei scavati nel tufo, molti dei quali risalgono al Medioevo o prima. Utilizzati per sfuggire agli assedi, per conservare cibo, ma anche – si dice – per rituali occulti.

L’esperienza notturna

Alcuni cunicoli sono stati esplorati da gruppi locali e speleologi. I più noti si trovano nei pressi del centro storico, in corrispondenza del quartiere medievale di Papacqua. L’ingresso è sbarrato, ma la sola vicinanza a quei luoghi trasmette freddo e tensione.

Dalla tua auto puoi parcheggiare nei pressi di Via del Pozzo, una stradina in salita dove ancora oggi gli abitanti evitano di passare di notte. La leggenda parla di un eco umano che risponde a chi chiama nel silenzio, come se qualcuno, sotto, fosse rimasto intrappolato nei secoli.

Tappa 3: La villa maledetta di Formello

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L’ultima tappa ti riporta verso Roma, ma il viaggio non è finito. Nei pressi di Formello, immersa nella campagna a nord della capitale, si trova una villa abbandonata da decenni, ormai inghiottita dalla vegetazione.

Costruita negli anni Cinquanta da un imprenditore romano, è stata teatro di una catena di eventi oscuri: fallimenti economici, morti premature, voci di riti esoterici. Nessuno è mai riuscito a venderla o ristrutturarla. Ogni tentativo si è concluso con incidenti, incendi o tragedie familiari.

L’ultima fermata

Si percorre un tratto sterrato, non segnalato, e si arriva a un cancello arrugginito. Non c’è corrente elettrica, ma alcuni passanti giurano di aver visto luci accendersi la notte, senza spiegazione.

L’auto parcheggiata fuori, con i fari spenti, diventa un’osservatrice muta di un luogo in disfacimento. Se si resta in silenzio, si possono percepire scricchiolii, battiti lontani, soffi d’aria gelida che non hanno origine visibile.

Chi decide di scendere, lo fa a proprio rischio. L’aria è pesante, le vibrazioni negative. Eppure c’è qualcosa di magnetico che spinge ad avvicinarsi.

Attenzione alla guida: non è un itinerario per tutti

  • Veicolo consigliato: meglio un SUV compatto o una station wagon, con buona tenuta su sterrato e assetto stabile.

  • Fari potenti: alcuni tratti sono completamente bui. Un sistema di illuminazione efficiente è essenziale.

  • Non affidarti solo al GPS: le zone più remote possono far perdere il segnale. Porta con te una mappa cartacea o salva l’itinerario offline.

  • Evita di viaggiare da solo: è un’esperienza forte anche per i più abituati. Condividere il viaggio può fare la differenza, anche psicologica.

  • Rispetta i luoghi: non forzare ingressi, non toccare ciò che non conosci. Alcuni luoghi sono proprietà privata o pericolosi strutturalmente.

Un viaggio tra psiche, silenzio e suggestione

Questo itinerario nel Lazio non è solo un percorso geografico, ma un vero viaggio nei margini del reale. Ogni sosta è una discesa nei sotterranei della storia e della mente. Ogni chilometro percorso nella notte, ogni pausa fuori dai centri abitati, ogni vibrazione del motore nel buio più profondo diventa parte di un racconto da vivere, e da ricordare.

L’auto non è solo un mezzo: è il tuo rifugio nel buio, l’unica compagna affidabile in un mondo che sembra voler restare nascosto.

3 tappe, una notte indimenticabile

Craco dei Castelli, Soriano sotterranea e la villa maledetta di Formello: tre luoghi lontani dalla luce, ma fortemente evocativi. Guidarci di notte è una sfida e un’esperienza sensoriale, fatta di tensione, stupore e mistero.

Non è turismo. È esplorazione dell’invisibile, al volante.