Mercato auto, il 75% degli italiani non acquisterà un nuovo modello nel 2024

Matteo Vana
  • Giornalista Professionista
30/11/2023

Si preannuncia un periodo complicato per il settore automobilistico tanto che il 75% degli automobilisti non ha intenzione di cambiare la propria vettura nel nuovo anno.

Mercato auto, il 75% degli italiani non acquisterà un nuovo modello nel 2024
Photo by Anrita1705 – Pixabay

Gli automobilisti italiani, nel nuovo anno, continueranno a guidare i modelli attuali. A renderlo noto sono i dati di una ricerca condotta da Aretè che ha interrogato gli italiani sulle intenzioni per il 2024. In particolare il sondaggio ha rivelato come il 75% degli italiani non ha intenzione di acquistare un nuovo modello di auto nell’anno che verrà.

A pesare sulla decisione, nella stragrande maggioranza dei casi, è il clima di incertezza che continua a regnare nel Paese: gli automobilisti italiani, infatti, non vogliono spendere, non hanno la capacità economica per poterlo fare o sono indecisi su quale alimentazione – tra benzina, diesel, ibride o elettriche – sia meglio scegliere.

Auto nuova? Gli italiani dicono no

Si prospettano tempi duri, quindi, per il mercato automobilistico italiano. Secondo quanto emerge dall’indagine, che ha chiesto quale fosse la posizione degli italiani rispetto all’acquisto di un nuovo veicolo, ben 3 su 4 gli italiani hanno sottolineato che non cambieranno auto nel 2024 preferendo rimanere alla guida del proprio mezzo e rimandare il possibile acquisto di una vettura al futuro. A frenare le intenzioni sono principalmente i costi dei modelli sul mercato e la confusione sull’alimentazione da scegliere.

Mercato auto, il 75% degli italiani non acquisterà un nuovo modello nel 2024
Photo by Nile – Pixabay

Preponderante, in questo senso, è senza dubbio il fatto economico. Quasi la maggioranza degli intervistati, infatti, con una percentuale che tocca l’83%, ha dichiarato di non potersi permettere una nuova auto a meno che questo non stia al di sotto della soglia psicologica dei 30.000. Una cifra che, esclude, di fatto, molte della auto elettriche attualmente in circolazione. Addirittura il 21% dice di non poter spendere invece sopra i 10 mila, un prezzo che non permette praticamente nessuna auto nuova. Ancora una volta, quindi, gli italiani che desiderano cambiare la propria auto, si rivolgeranno quasi certamente al mercato dell’usato che, nonostante l’aumento dei prezzi degli ultimi anni dovuto proprio alla crescente richiesta, permette ancora di trovare auto al di sotto di questa cifra.

Il risultato, dunque, è il mancato svecchiamento del parco auto circolante o comunque uno svecchiamento solo parziale con i modelli più inquinanti che continueranno a rimanere sul mercato. Proprio per questo l’idea del “leasing sociale” che è al vaglio del Governo sulla base dell’esempio francese potrebbe diventare ancora più attuale.

I motivi per i quali cambiare auto

Proprio la questione economica è quella che frena maggiormente gli automobilisti italiani. Il 47% di loro sostiene che, se i prezzi fossero più bassi, sarebbe disposto a valutare l’acquisto di una nuova vettura mentre il 27% ammette che sarebbe più predisposto a farlo se ci fosse meno incertezza rispetto al futuro delle alimentazioni a listino. Solamente il 38% di coloro che ha manifestato l’intenzione di sostituire la propria auto con una più moderna nel 2024 ritiene di avere idee ben chiare su tipo di marchio e di modello sul quale orientarsi, mentre il 34% saprà indirizzare l’acquisto perché ha chiare le sue esigenze di mobilità.

Tra le esigenze che spingono all’acquisto, invece, solamente l’8% dice di volerlo fare per paura dei blocchi alla circolazione, tra quelli già attuati e quelli previsti per il prossimo futuro dalle amministrazioni. Tra coloro che decideranno di cambiare auto, infine, solamente 3 su 10 cercano il miglior un rapporto qualità/prezzo mentre 2 su 10 invece vogliono cambiare il proprio veicolo per uno a bassi consumi. Subito dietro, tra i motivi che spingono a cambiare auto, c’è l’attenzione all’equipaggiamento dedicato alla sicurezza (17%), poi al comfort (13%) e infine all’affidabilità (1%) con l’ibrido, scelto dal 43%, in testa alle preferenze seguito dal diesel (16%), dal GPL (15%) e infine, con la stessa percentuale di interesse (13%) elettrico e benzina.