Mercato auto, Suv immuni alla crisi?

Nell’Italia della stretta fiscale e della crisi dei grandi mercati, c’è un pò di paura per il mercato delle automobili. La deflessione è stata quantificata dall’Osservatorio Previsionale dell’Unrae: -18% le immatricolazioni del primo trimestre 2012 rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, e generale diminuzione delle pratiche di RCAuto, Superbollo, IPT e altre imposte. I motivi di questa crisi sono da ritrovarsi negli effetti collaterali della situazione economica in Italia, e in Europa in generale: aumento delle tasse, aumento dei carburanti, aumento dei costi di produzione, superbolli sulle vetture che superano una certa cilindrata, e così via.

Effetti collaterali che dovrebbero far riflettere su un certo tipo di paradosso, quello per il quale le automobili di grossa cilindrata e le supercar non stiano subendo questa crisi delle vendite, crisi di carattere sempre più popolare. La Ferrari, ad esempio, ha fatto registrare un aumento del +13.1% delle vendite di auto nuove nel primo trimestre 2012 (fonte: Corriere Della Sera); ottimi risultati anche per le grandi cilindrate di casa Audi, Maserati, Aston Martin, Bmw.

In generale, quindi, automobili di grossa cilindrata, Suv e auto sportive, sembrano godere di vita propria sui mercati internazionali. Un indice di quanto appena detto è stato, per fare un altro esempio, il Salone Internazionale dell’Automobile di Pechino tenutosi poche settimane fa. In particolare, in Cina lo scenario ha dato chiari segnali di ripresa della produzione dei Suv, Sport Utility Vehicle: 4 Suv presentati dalla Ford, 1 da Eternity Motors, 1 da Peugeot, 1 da Porsche, 1 da Audi, 2 concept di casa Volkswagen e addirittura 2 new entry di categoria da parte di Lamborghini (Suv Urus) e Maserati (Suv Kubang). A questi aggiungiamo altri 27 crossover di marchi automobilistici asiatici. Da parte del pubblico cinese c’è stata ottima accoglienza per le automobili crossover, tant’è che si parla di un allargamento della domanda di Suv in Oriente, con previsioni che vedono questo tipo di veicoli sfiorare una quota del 12-15% dei 75 milioni di veicoli che dovrebbero essere venduti nella sola Cina da qui al 2020 (fonte: Ansa.it).

Perchè mai i Suv in Cina dovrebbero andare di moda, visto che i piani industriali dei più importanti marchi automobilistici puntano alle city car, visto il rischio di sovraffollamento urbano nel continente asiatico? Pensateci bene: buona parte dei Suv è costruita con pianali che le case automobilistiche preparano per la produzione di veicoli ibridi o elettrici della stessa categoria; il 75% dei Suv venduti nel mondo vengono utilizzati in città, di “crossover” quindi hanno soltanto un nome, offrendo stile, sicurezza, ottime prestazioni e comodità per gli automobilisti; il ciclo di vita di un Suv è di gran lunga maggiore rispetto a quello di una utilitaria. Non è un mistero, ma una prova di stile, forza e, giacché ne abbiamo abbondantemente parlato, numeri industriali che fanno vedere nel settore dei Suv una piccola oasi di successo nel marasma generale delle vendite automobilistiche. In attesa che la crisi passi!

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