Mobilità urbana, la classifica delle città dove l’auto è ancora necessaria: Roma in testa

Matteo Vana
  • Giornalista Professionista
15/05/2026
Tempo di lettura: 4 minuti

Il Car Dependency Index ha analizzato il rapporto tra auto e trasporto pubblico in 18 città europee e nordamericane: ecco i risultati della ricerca.

Traffico in Italia
Traffico in Italia – Foto Shutterstock | di Luca Ponti

L’automobile, ancora oggi, rimane il mezzo di trasporto più utilizzato. Un’abitudine, quella degli automobilisti di spostarsi con il proprio mezzo, che non è solo italiana ma che riguarda tutto il mondo. E spesso non solo per la scarsa qualità dei mezzi di trasporto pubblici, ma per una precisa volontà.

Nonostante si parli spesso di città green e di progetti legati a uno sviluppo della mobilità sostenibile, la realtà è spesso diversa dalle ambizioni. Ad analizzare il rapporto tra mobilità urbana ed automobili ci ha pensato uno studio condotto da un gruppo di ricercatori (tra cui quelli del Centro Ricerche Enrico Fermi di Roma) che ha analizzato 18 città tra Europa e Nord America con il preciso intento di misurare quanto gli abitanti dipendano dall’auto per muoversi.

Le città dove muoversi in auto è fondamentale

Dalla ricerca, quindi, è nato un nuovo strumento chiamato Car Dependency Index (CDI), ovvero l’indice di dipendenza dall’auto. Grazie a questo strumento è stato possibile calcolare il divario tra ciò che è raggiungibile in un tempo dato usando l’auto privata e ciò che è raggiungibile con i mezzi pubblici, tenendo conto della copertura della rete, degli orari e della frequenza delle corse. Il CDI, quini, va da -1, che indica un sistema di trasporto pubblico nettamente superiore all’auto, a +1, valore che indica una dipendenza totale dall’auto.

E i risultati evidenziano come, in questa speciale classifica, la città peggiore sia italiana. A prendersi il poco conteso scettro di città nella quale spostarsi con la propria automobile è praticamente indispensabile, infatti, è Roma con un valore di 0,335, il risultato peggiore dietro a Malaga, la penultima. La mappa della Capitale italiana, infatti, è interamente rossa, con le sfumature che si intensificano man mano che ci si allontana dal centro, dove la situazione viene paragonata dai ricercatori a quella di New York. Il trasporto pubblico romano, inoltre, funziona quasi esclusivamente nelle aree adiacenti alle due linee metropolitane ed escludendo quelle aree, l’auto è di fatto l’unico mezzo praticabile.

Traffico per l'esodo estivo
Le città più trafficate d’Italia, ecco quali sono – Foto Shutterstock | di CC7

Lo studio, inoltre, ha anche simulato l’effetto dell’espansione pianificata della metropolitana di Roma, considerando il prolungamento della linea C e l’apertura della linea D. Ma, anche in questo caso, la variazione in termini di CDI sarebbe minima, passando da 0,335 a 0,306 e consentendo a Roma di superare solo Malaga in classifica. Più significativo sarebbe invece l’impatto locale per chi vive entro cinque minuti a piedi dalle nuove fermate, con valori di dipendenza dall’auto che scenderebbero a livelli paragonabili a quelli di Monaco o Valencia. Con una stima complessiva di circa 60.000 veicoli in meno sulle strade per gli spostamenti pendolari.

Guardando invece alla città che spiccano in positivo, invece, Parigi e Zurigo sono le uniche con un CDI negativo, quindi, hanno mezzi pubblici mediamente più efficienti dell’auto. Per Parigi quel dato fa riferimento solo all’interno dei confini comunali, che corrispondono al nucleo centrale della città. Estendendo l’analisi all’area metropolitana secondo la definizione OCSE, il valore sale a 0,166, collocandola tra Seattle e Berlino. Ma quello della dipendenza dall’auto è una consuetudine. Vienna, spesso citata come esempio virtuoso di pianificazione urbana, ottiene un CDI di 0,129, peggio di Stoccolma e di Monaco.

Berlino fa ancora peggio con 0,195. Il dato più rilevante poi è che, a parità di reddito, i quartieri con un CDI più alto hanno tassi di motorizzazione più elevati. Significa che la dipendenza dall’auto non è semplicemente una questione economica, ma è prima di tutto una questione di infrastrutture. Chi vive in un quartiere mal servito compra l’auto non per scelta ma per necessità, indipendentemente dal proprio reddito.

L’altra italiana presente in classifica, Milano, si piazza invece al 5° posto con un CDI di 0,063. Il dato, però, si riferisce al comune, e le mappe dello studio mostrano come già oltre la cerchia dei quartieri centrali il colore cambia rapidamente verso il rosso.