Porsche Cayenne: 200 km di sterrato all’Artic Route Adventure

Oggi la giornata non si presentava troppo impegnativa con i 290 chilometri da coprire tra la Guesthouse Vogus nel Fellstrond e Patreksfjordur, a sud nei fiordi occidentali islandesi. Saliti a bordo delle nostre Cayenne ci attendeva tanto sterrato. E sterrato è stato.

Ci siamo avventurati sulle strade che costeggiavano il mare e ci è  capitato di imbatterci in qualsiasi tipo di condizione atmosferica: partiti con un timido sole che ci ha fatto ben sperare come con il giorno precedente, dapprima è arrivato un vento gelido da sud, poi ha iniziato a piovere e infine la neve è venuta a raffreddare i nostri animi.

La nostra Cayenne GTS si è comportata molto bene, grazie anche agli pneumatici Michelin, che sui continui saliscendi e sulla strada dissestata non ci hanno fatto accusare il minimo sobbalzo. Percorsi non troppo impegnativi come detto, almeno non come quelli dei precedenti giorni, ma ad un tratto la strada completamente innevata e il vento forte ci hanno indotto alla prudenza e le nostre medie si sono leggermente abbassate. Nonostante il meteo non troppo entusiasmante siamo riusciti a testare ancora una volta la Cayenne GTS sui tornanti e le esse in salita e discesa che si trovavano sul percorso, con e senza controllo della trazione. Dobbiamo dire che nella modalità “sport” è tutta un’altra musica. Il Suv Porsche si dimentica di essere una vettura “urbana”, se ci è permesso dirlo, e diventa un bolide da pista. Se a questo aggiungiamo l’opzione off-road il gioco è fatto. Grandi prestazioni e consumi non eccessivi. Quasi quasi la Porsche Cayenne GTS sarebbe ideale un rally.

La giornata è passata via senza tante soste e siamo arrivati a Patreksfjordur intorno alle 14. Purtroppo la neve continuava a scendere copiosa e la deviazione a Làtrabjarg e alla spiaggia di Breidavik, dove avremmo trovato scogliere e scorci mozzafiato con il picco più alto che misura ben 444 metri, è stata annullata. In queste pareti di roccia trovano riparo un numero incredibile di uccelli: si calcola infatti che ve ne siano circa 1 milione di esemplari tra urie, gabbiani, pulcinelle di mare, procellarie nonché la più grande colonia di smerghi del mondo. Abbiamo dovuto riporre le nostre macchinette fotografiche e rimanere a Patreksfjordur per un sandwich, un po’ di riposo e una cena in compagnia. Oltre al delizioso pesce gatto della zona, pescato proprio la sera prima, questa volta ci siamo messi anche noi ai fornelli, grazie alla complicità della proprietaria, e abbiamo cucinato delle penne al pomodoro e basilico con abbondante Parmigiano Reggiano. Prima di partire per la nostra avventura infatti nelle Cayenne abbiamo anche riservato un piccolo posto alle nostre cibarie preferite, nell’evenienza che qualche guesthouse o proprietario indulgente ci concedesse il lusso di un tipo pasto italiano in terra straniera. Chi l’avrebbe mai detto che a Patreksfjordur, piccolo paese che prende il nome da San Patrizio, il padrino irlandese che è stato il primo colonizzatore della regione, avremmo mangiato penne al sugo in compagnia dei proprietari di un ristorante? Ma in un avventura capitano anche fatti inaspettati e si asseconda il normale avvicendarsi delle azioni.

Per non soffrire troppo della mancata visita alle scogliere io e Fabrizio abbiamo deciso di rilassarci in una piscina termale con tanto di sauna, giusto per ritemprare quanto basta i nostri corpi e ripartire più forti di prima. Le condizioni meteo per domani sono pessime e nonostante i pochi chilometri da fare, solo 190, dobbiamo accertarci per bene sulle strade da percorrere per non rischiare di rimanere bloccati nelle poco trafficate strade islandesi.

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