Si può guidare un veicolo intestato ad un familiare? Ecco cosa dice la legge del 2024

Maira Monetti
  • Laurea magistrale in Corporate communication e media
14/04/2024
Tempo di lettura: 3 minuti

Guidare il veicolo di un proprio familiare oppure di un amico è una cosa comune, ma in realtà esiste una legge ben specifica in merito a tale argomento. Ecco tutto quello che c’è da sapere e le sanzioni a cui si va incontro. 

Si può guidare un veicolo intestato ad un familiare? Ecco cosa dice la legge del 2024
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Guidare l’auto intestata ad un familiare o ad un amico è una pratica che effettuiamo quasi spesso, ma ci sono delle regole ben precise in merito a tale argomento.

Possiamo guidare un’auto intestata ad un familiare? Ecco cosa dice la legge del 2024

Si può guidare un veicolo intestato ad un familiare? Ecco cosa dice la legge del 2024
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Guidare un veicolo intestato ad un parente o ad un amico, è una pratica molto comune (per esempio i giovani che ogni giorno guidano i veicoli intestati ai genitori, oppure le donne che prendono in prestito l’automobile dei mariti ecc.). Dunque ci troviamo spesso a guidare veicoli che non sono intestati a nostro nome. In realtà la legge italiana prevede delle regole in merito a questa pratica di uso comune, soprattutto per quanto concerne le automobili intestate ad amici. In questo caso però, nel momento in cui si viene fermati dalla polizia o dai carabinieri, si potrebbe andare incontro a multe o addirittura alla confisca dell’auto.

Dunque si può guidare il veicolo intestato ad un parente? La legge italiana prevede che ci siano delle sanzioni nel momento in cui si guida un’automobile intestata ad un altro. Però questa legge prevede una singolarità, ossia quella di consentire a tutti componenti di un unico nucleo familiare di guidare l’auto. Effettivamente le forze dell’ordine, nel momento in cui fermano un guidatore, durante i controlli possono constatare se il conducente in questione faccia parte del nucleo familiare a cui è intestato il veicolo.

E per quanto concerne la guida di un veicolo intestato a terzi? In questo caso non è necessario avvisare la motorizzazione se la persona in questione utilizza il veicolo per 30 giorni. Tuttavia, se si utilizza il veicolo per più di 30 giorni, allora è necessario mandare una pratica specifica alla motorizzazione per far registrare l’uso gratuito dell’auto sulla carta di circolazione.

Diversa è la situazione se si è un familiare non convivente. In tal caso il suddetto familiare viene trattato come estraneo al nucleo e, pertanto, sarà soggetto a sanzioni. Ad ogni modo, ecco cosa dice l’articolo 94, Comma 4-bis:

…In caso di trasferimento della residenza dell’intestatario della carta di circolazione, o di sede se si tratta di persona giuridica, l’ufficio competente del Dipartimento per i trasporti, la navigazione, gli affari generali e del personale procede all’aggiornamento dell’archivio nazionale dei veicoli di cui agli articoli 225 e 226.

Le sanzioni previste

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Se si infrangono le regole pocanzi elencate, le conseguenze saranno davvero “salate”. Si parte con una sanzione che ammonta dai 516,46 euro ai 2582,28 euro, ma nella peggiore delle ipotesi si rischia la confisca del documento di circolazione. Secondo l’articolo sopracitato (94, Comma 4-bis):

…La carta di circolazione è ritirata immediatamente da chi accerta le violazioni previste nei commi 4 e 4-bis ed è inviata all’ufficio competente del Dipartimento per i trasporti terrestri, che provvede al rinnovo dopo l’adempimento delle prescrizioni omesse.