Stella Juva, ecco la prima ambulanza a energia solare

Matteo Vana
  • Giornalista Professionista
31/07/2026
Tempo di lettura: 3 minuti

Il mezzo è sviluppato da studenti del Solar Team Eindhoven, un gruppo universitario del Politecnico TU, e sarà usato in zone remote.

Stella Juva
Stella Juva – Foto credits Solar Team Eindhoven media

Le auto a energia solare non hanno ancora preso piede, ma rappresentano la soluzione migliore per intervenire in zone particolarmente remote. Ecco, quindi, che 23 studenti del Solar Team Eindhoven, un gruppo universitario del Politecnico TU, hanno deciso di sviluppare Stella Juva. Si tratta di una vera e propria ambulanza che viene alimentata attraverso l’energia solare e che è stata progettata proprio per essere utilizzata in quelle zone dove mancano carburante o elettricità.

Un mezzo decisamente innovativo che rappresenta la prima ambulanza al mondo alimentata unicamente a energia solare. E il cui progetto è stato sviluppato in un solo anno di lavoro dando vita così a un veicolo di soccorso rivoluzionario.

L’ambulanza che si alimenta grazie al sole

Stella Juva, quindi, ha come obiettivo primario quello di rendere l‘assistenza medica accessibile anche alle popolazioni che abitano nelle zone più isolate del pianeta o che non possono essere raggiunte dai mezzi tradizionali. In questi territori, infatti, l’accesso alle cure è limitato dalla mancanza di rete elettrica, dalla carenza di carburante e dalla presenza di strade dissestate. Tutte situazioni che rendono complicato l’utilizzo di un mezzo tradizionale a combustione, ma anche elettrico.

Stella Juva, invece, ha bisogno solo dell’energia solare per riuscire a muoversi rendendo così il suo utilizzo possibile in ogni situazione. Il veicolo, che può ospitare due persone nella cabina anteriore, è lungo 5 metri, largo 1,9 metri e con una massa di 1.350 kg. Arrivando a raggiungere una velocità massima di 120 km/h percorrendo in media 360 chilometri in off-road. Che possono diventare 715 in giornate particolarmente assolate e su strade asfaltate. Ciò significa che l’assistenza medica non dipende dalle infrastrutture di ricarica. L’ambulanza, infatti, sfrutta l’energia solare per muoversi grazie alle 326 celle solari installate sul tetto. Mentre ulteriori 216 sono presenti su speciali pannelli estensibili. Non avendo necessità di ricaricare, il mezzo è completamente indipendente e, una volta raggiunta una destinazione, può ripartire per la missione successiva.

Gli studenti del Solar Team Eindhoven
Gli studenti del Solar Team Eindhoven – Foto credits Solar Team Eindhoven media

In ogni caso, per ogni evenienza, è comunque presente una batteria da 50 kWh, che permette di accumulare l’energia generata con i pannelli sul tetto, garantendo l’alimentazione del veicolo anche di notte o nelle giornate nuvolose. Fanno parte dell’equipaggiamento, poi, anche una ruota di scorta e un badile nel caso in cui sia necessario scavare per liberare il mezzo.

Un veicolo sanitario decisamente innovativo che è pensato per portare assistenza medica avanzata in territori remoti. In questo modo, le patologie più comuni possono essere identificate e trattate tempestivamente, anche nei luoghi più remoti. Trattandosi di una vera e propria ambulanza di soccorso, quindi, è previsto anche l’equipaggiamento medico che viene caricato nella parte posteriore e comprende medicinali, kit di primo soccorso, kit per gli esami del sangue e test per la tubercolosi, vaccini, defibrillatori e macchinari a ultrasuoni e per i raggi X, con questi ultimi che vengono alimentati dall’impianto solare di bordo. L’energia elettrica autoprodotta è infatti un elemento fondamentale per il funzionamento degli apparecchi medici e per preservare la catena del freddo dei medicinali.