Toyota Yaris, da ottobre disponibile in Italia la terza generazione
La terza generazione della Toyota Yaris arriverà in Italia a partire dal mese di ottobre, confermando quanto di eccellente aveva fatto la seconda versione di uno dei brand di punta della Toyota e apportando soltanto piccole, ma in alcuni casi sostanziali, modifiche volte ad incrementare l’appetibilità della Nuova Yaris con l’obiettivo di aumentare, in modo anche consistente, la quota di mercato europea che la Yaris già possiede.
Per quanto concerne le dimensioni, la nuova Yaris resta un’auto compatta con grandezze inferiori alla media del suo segmento anche se la lunghezza aumenterà di 10 centimetri mentre il passo subirà un incremento di 5 centimetri. L’altezza totale invece si riduce di 2 centimetri per un totale di 1.51 metri accentuando cosi il carattere sportivo della Yaris. La variazione di lunghezza dell’auto si accompagnerà ad un aumento della comodità dei passeggeri che guadagneranno in spazio disponibile circa 2.5 centimetri.
Da ottobre la Yaris sarà disponibile nelle motorizzazioni benzina 1.0 e 1.33 VVT-i da 99 Cv e turbodiesel 1.4 D-4D da 90 Cv ed una coppia di 205 Nm con tecnologia Optimal Drive per migliorare emissioni e consumi del veicolo. Entrambe le versioni mostreranno sensibili miglioramenti nelle performance sia dal punto di vista delle emissioni che dei consumi con riduzioni, rispetto al modello precedente dal 4 al 6 %
Ecco le parole di Alessandro Gargano, amministratore delegato di Toyota Motor Italia che vede nel progetto della nuova generazion e di Yaris un’occasione da non perdere per il gruppo “Come con il modello precedente, vogliamo inserire Nuova Yaris nel cuore del segmento B che in Europa vale il 26% del mercato totale, qualcosa come 4 milioni di auto all’anno”. Secondo Gargano la terza generazione di Yaris dovrebbe permettere a Toyota di confermare la performance dell’attuale e in Italia ‘ La terza generazione della Yaris dovrebbe essere in grado di replicare la performance attuale della generazione precedente ed in Italia ‘otrebbe realisticamente puntare ad una quota del 6-7% nel segmento”.
